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Teletirreno, Ast: no risorse pubbliche finché non sono ripristinati i diritti dei lavoratori

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GROSSETO – Un appello a tutte le amministrazioni pubbliche (provincia, comuni, Asl, società di servizi, camere di commercio) perché, fino a quando non sia stata fatta piena chiarezza su tutta la vicenda e non siano stati pienamente ripristinati i diritti dei lavoratori, a Tirreno Channel non sia attribuita nessuna risorsa pubblica, né in forma diretta né indiretta, anche tramite acquisto di spazi pubblicitari e partecipazione anche indiretta a format e programmi del palinsesto. È quanto richiede l’Associazione Stampa Toscana, sindacato unitario dei giornalisti, dopo l’incontro che l’editore Piero Barbagli ha avuto nei giorni scorsi con il sindaco e il presidente della provincia di Grosseto, in seguito alle sollecitazioni dei dipendenti licenziati di Teletirreno e del sindacato dei giornalisti.

«Incontro – spiega la nota dell’Associazione – che si è concluso senza alcuna vera assunzione di responsabilità da parte di un editore che, come ai tempi non ha rispettato le procedure di licenziamento, oggi deve ancora spiegare i suoi rapporti con Tirreno Channel, l’emittente nata sulle ceneri di Teletirreno. Non basta un incontro per chiudere una vicenda, spiega infatti l’Ast, nel quale l’unico impegno preso dall’editore è stato quello di saldare il pregresso dovuto agli ex dipendenti una volta che gli arriveranno le provvidenze del ministero: vicenda, tra l’altro, che non può non imporre un’attenta riflessione sui criteri con cui le provvidenze sono assegnate».

Il sindacato dei giornalisti «chiede pertanto alle istituzioni di non abbassare la guardia su questa situazione, grave sia per la violazione dei diritti del lavoro che per il reale pluralismo dell’informazione nel territorio grossetano. In particolare chiede che sia fatta piena chiarezza sui rapporti tra Tirreno Channel e l’emittente chiusa, in un contesto di continuità reso manifesto, tra l’altro, dalla stessa sede, dallo stesso numero di canale satellitare, dagli stessi spot pubblicitari e dalla presenza del direttore e di tecnici della vecchia emittente».

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