Il concorso della scuola non può penalizzare i precari. Ceccarelli chiede di esaurire le graduatorie

GROSSETO – «Bene il concorso per la scuola, ma senza penalizzare i precari» questo il pensiero dell’assessore Pubblica istruzione del comune di Grosseto, Luca Ceccarelli, che prosegue «Il Governo per l’anno scolastico 2013-2014 ha bandito un concorso per l’assegnazione di 11.892 cattedre. Si tratta di una grande opportunità per migliaia di giovani diplomati e laureati. Tuttavia questo concorso rischia di penalizzare il fortissimo fenomeno del precariato presente nella scuola, che interessa moltissimi insegnanti, costretti da molti anni a lavorare a tempo determinato, senza mai arrivare ad essere stabilizzati.»

«Due i motivi del precariato – prosegue Ceccarelli -: la mancanza di posti disponibili per le assunzioni e la presenza di un numero di candidati sproporzionato rispetto al numero dei posti disponibili. Invece di operare per rimuovere gli ostacoli sopraelencati, il Ministero sembrerebbe intenzionato, in modo semplicistico, a screditare ingiustamente le graduatorie. Queste invece, rispecchiano in maniera trasparente la lunga esperienza/carriera dei docenti.»

«Di fatto, dunque, sembra che nulla sarà fatto per rimuovere i fattori precarizzanti – sottolinea Ceccarelli -; ritengo invece che lo Stato abbia un debito nei confronti dei precari, che spesso svolgono il loro servizio nella scuola dal 1999, senza mai aver avuto la possibilità di entrare in ruolo. Del resto la legge cosiddetta “salvaprecari”, diversamente da come sembra volersi muovere il Ministero, stabilisce che i precari hanno “titolo alla graduale immissione in ruolo sui posti annualmente disponibili e autorizzati”».

«Per risolvere il problema del precariato – ribadisce Ceccarelli -, il concorso per l’anno scolastico 2013-2014 dovrebbe essere bandito solo su classi con graduatorie esaurite, ovvero prive di aspiranti. Occorre, da una parte, dare certezza a chi è già inserito nelle graduatorie di poter essere assunto attraverso un regolare turnover e dall’altra permettere a chi aspira ad abilitarsi a farlo senza ledere i diritti altrui.»

«Perché, infatti, chi ha conseguito l’idoneità già nel 1999 dovrebbe rinunciare per sempre al ruolo, dopo anni di precariato e supplenze? Il concorso è senza ombra di dubbio una procedura per la selezione di docenti giovani, capaci e meritevoli, ma non ha senso per insegnamenti con graduatorie ad esaurimento strapiene. Significherebbe, in un colpo solo, togliere posti di ruolo ai precari in attesa e legittimare un eterno doppio canale che, di fatto – conclude Ceccarelli -, non garantirebbe nulla a nessuno.»

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