Pineta di Marina, sì al ripristino dal consiglio regionale. Antichi e Agresti: «Patrimonio della Maremma»

FIRENZE – “La Regione si attivi per una tutela reale, duratura e seria della pineta di Grosseto: patrimonio di tutta la Maremma.” Questo in estrema sintesi il contenuto della mozione bipartisan approvata all’unanimità dal Consiglio regionale relativa all’incendio della pineta di Grosseto dello scorso agosto.

“La mozione condivisa è sicuramente un segnale importate sulla necessità di un forte e concreto intervento della Regione nel piano di ripristino della pineta di Grosseto. Intervento – ha sottolineato il Vicepresidente della Commissione “Territorio e Ambiente” Andrea Agresti primo firmatario di una mozione PdL presentata all’indomani dell’incendio – che dovrà essere concordato con la proprietà attraverso – ciò è stato, su mia indicazione, espressamente indicato nella mozione -, una convenzione con la proprietà che agevoli da un lato il recupero naturalistico e la predisposizione di piani per la sicurezza che possano prevenire altri episodi drammatici come quello di ferragosto, e, dall’altro, preveda un utilizzo pubblico e regolamentato delle aree. La pineta come bene di tutti deve essere ripristinata, protetta ma anche riconquistata alle nostre comunità.”

E per la tutela della pineta del Tombolo il Consigliere regionale PdL ed ex-Sindaco di Grosseto Alessandro Antichi ha rilanciato la sua storica idea: estendere i confini del Parco della Maremma alla pineta di Marina. “La pineta di Grosseto è già area protetta. Perché non estendere i confini del Parco – con i benefici ambientali, socio-economici che ciò comporterebbe – fino all’area protetta della Pineta e della Diaccia Botrona? La Giunta comunale da me presieduta – ha precisato Antichi – aveva previsto negli strumenti urbanistici (piano strutturale e regolamento urbanistico) questa possibilità con l’ulteriore possibilità di acquistare al patrimonio pubblico quelle aree di pineta oggi di proprietà privata. Un progetto lungimirante che la Giunta Bonifazi ha cancellato, con comprendendo neppure la valenza naturalistica, paesaggistica ma anche turistica che questa soluzione avrebbe aperto per Grosseto e tutta la Maremma.”

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