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Riforma Province. Sondaggio: dove finirà Grosseto?

GROSSETO – IlGiunco.net lancia un nuovo sondaggio. Da settimane assistiamo al dibattito aperto sul futuro delle province toscane e su quello che sarà il nuovo assetto anche a livello territoriale della nostra regione. Quali saranno i nuovi confini, dove finirà la provincia di Grosseto. Tutte domande che sono di stretta attualità e che sono entrate a far parte oltre che della agenda politica di questi giorni anche di una discussione aperta nell’opinione pubblica. Ormai non si ci chiede più se la provinica di Grosseto esisterà più, ma a quale altro territorio sarà accorpata.

Per questo, per offrire ai nostri lettori la possibilità di esprimere un’opinione il nostro quotidiano on line lancia un sondaggio per conoscere quale sia la soluzione preferita dai maremmani per il futuro di Grosseto. Le ipotesi che abbiamo scelto per semplificare l’orientamento dei nostri lettori sono due: l’ipotesi dell’entroterra con l’accorpamento di Grosseto a Siena e Arezzo e quella costiera con l’unione della Maremma a Livorno e Pisa.

Volutamente non abbiamo pubblicato una iniziativa simile sulla scelta del capoluogo essendo convinti che sia piuttosto scontato che i nostri lettori indichino la scelta di Grosseto capoluogo.

Ricordiamo a tutti i lettori e a coloro che volessero partecipare al sondaggio che la nostra iniziativa non è basata su un campione statistico in particolare e non ha valenza scientifica, ma rappresenta solamente un’opportunità che diamo ai visitatori del nostro sito di esprimere un’opinione su tema di attualità.

Questo il quesito del sondaggio: Riforma Province. Grosseto dovrà essere accorpata. Quale soluzione preferite?.i
il nostro invito è quello di partecipare direttamente su questa pagina, in prima pagina o nella pagina dei sondaggi 2012.

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Commenti

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  1. Scritto da Massimo Travison

    Secondo me lo Stato non ha diritto nè di abolire per decreto le provincie nè tantomeno di accorparle senza il consenso dei cittadini.
    Le Provincie sono istituete per legge Costituzionale e quindi non si possono normare se non con legge Costituzionale.
    Per questo motivo è evidente la violazione dei dettami Costittuzionali e quindi il decreto è illegittimo. Secondariamente va detto che nulla vieta alle Provincie di consorziarsi per i servizi che riterrano più utili ai cittadini. La riforma pretesa dallo Stato e avallata dalle Regioni è assolutamente rigorosamente demenziale perchè non tiene in nessun conto dei danni e dei disservizi recati ai cittadini nonchè le spese di attuazione per ripartire il personale e le strutture che hanno un costo enorme rispetto al piccolissimo beneficio di cancellare le spese per il Presidente, la Giunta e il Consiglio Provinciale. Insoma si tratta del classico fumo neglio occhi che costa una cea! Il costo totale di tutte le provincie è del 4% che è assolutamente il più modesto rispetto a Regioni, Comuni e Stato. E’ evidente la malafede dei governanti perchè casomai è da riformare completamente lo Stato dando la vera efficienza al pubblico impiego tenendo ben presente che 20 Regioni con 20 Governatori, 20 Consigli e 20 Giunte regionali costano uno sproposito e sono tra le prime responsabili del buco nero nel bilancio di Stato. Per capirsi un Land tedesco (equivalente alla nostra regione) è grande comne tutta l’Italia …. ma usare un po di cervella da parte della casta è proprio un sogno impossibile?