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Riforma province, Cutini: operazione difficile senza ascoltare le comunità locali

GROSSETO – Sul futuro delle province in Toscana e nel dibattito che quotidianamente coinvolge la politica locale e regionale entra anche Laura Cutini, capogruppo di minoranza in consiglio provinciale che auspica un “impegno” da parte degli amministratori locali e un coinvolgimento dei territori nelle decisioni sul riordino.

«Sarebbe importante – scrive la Cutini – conoscere le posizioni dei Sindaci della nostra provincia come hanno già fatto alcuni. Ci sono interessi diversi ed anche la totale disinformazione di ciò che la Provincia di Grosseto rappresenta in termini di economia, gestione del territorio, emergenze ambientali, ma la maggior preoccupazione è che su questo tema si consumino rancori e posizioni esclusivamente partitiche».

«Il dibattito sull’abolizione delle province è sempre stato affrontato nello stile della “tifoseria da stadio”, con polemiche basate su rivendicazioni di protezione assoluta lontane da metodi che affrontano un intervento di riforma strutturale».

«Il riordino si è reso necessario per il proliferare di province e per non aver mai realizzato quanto veniva indicato negli anni ’70 con la creazione delle città metropolitane».

«La posizione della provincia di Grosseto è complicata ed è andata peggiorando dopo l’affermazione del Presidente della Regione Rossi, anche se giorno dopo giorno mi sembra sempre meno isolata, ricette trasversali vedono accorpare Grosseto con Siena. Non credo che un’operazione come questa possa passare senza che le rispettive comunità presentino le proprie richieste, se poi dobbiamo applicare la legge senza deroghe allora Grosseto ha il timone in mano ed è capoluogo senza condizionamenti dettati e studiati nelle stanze dei partiti».

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