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Parte dal rapporto con gli insegnanti il Treno della memoria 2013

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FIRENZE – Saranno ottantacinque, in rappresentanza di altrettanti istituti di istruzione secondaria di secondo grado della Toscana, gli insegnanti che parteciperanno da lunedì 27 agosto al 1 settembre prossimi, presso la Certosa Pontignano (SI), alla seconda Summer school in preparazione dell’ottava edizione del Treno della memoria nel 2013.

L’iniziativa è promossa da Regione Toscana in collaborazione con il Forum per i problemi della pace e della guerra e con l’Ufficio scolastico regionale per la Toscana. Il corso di formazione, che sarà aperto da una lezione magistrale di Alberto Cavaglion sull’opera di Primo Levi, consegnerà ai partecipanti un patrimonio di conoscenze e di metodologie didattiche utili a costruire con gli studenti una partecipazione consapevole al viaggio.

“La scelta della Regione di dare continuità al Treno della memoria ed a questa Summer school che ne costituisce una essenziale fase preparatoria – afferma l’assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti, che giovedì farà visita al seminario -, vuole riaffermare il fondamentale valore formativo della pagina di storia che è alla radice della costruzione dell’Europa moderna”.

“Nell’Europa del nostro tempo, impegnata a salvarsi da una crisi epocale e attraversata dal preoccupante diffondersi di movimenti che continuano a far riferimento all’ideologia nazifascista, questa pagina di storia insegna in maniera esemplare che il senso di insicurezza, la mancanza di prospettive per il futuro e la frustrazione che ne derivano costituiscono il terreno fertile per il nascere di spinte nazionaliste, xenofobe, razziste, antisemite. In sostanza di rifiuto del sistema della democrazia e della società aperta e liberale come l’abbiamo storicamente conosciuta”.

“Ecco perché, a maggior ragione oggi – conclude l’assessore Scaletti -, è necessario e vitale diffondere nella società, e soprattutto tra i giovani, gli anticorpi necessari affinché le ombre del passato siano fermate in tempo. Dobbiamo affermare la cultura di un’Europa dello sviluppo, all’ insegna della democrazia, dell’eguaglianza e dell’inclusione sociale”.

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