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Crisi, asili nido: il comune di Grosseto a fianco di chi non ha più un lavoro

GROSSETO – «La nostra è stata una scelta di campo dalla parte di chi paga di più la crisi economica» L’assessore del comune di Grosseto Luca Ceccarelli spiega le motivazioni che hanno portato il comune a modificare le modalità di accesso agli asili nido comunali. «Le nuove direttive comunali su accessi e tariffe dei nidi e delle scuole di infanzia, ampiamente anticipate e discusse in tutte le sedi e poi approvate dal Consiglio comunale, sono frutto di scelte – continua Ceccarelli -. La nostra è stata infatti una scelta squisitamente politica, una scelta di campo, nel senso che abbiamo inteso raggiungere degli obiettivi precisi. Questo significa consentire anche alle famiglie meno abbienti e con solo una persona che lavora di accedere ai servizi formativi qualificati offerti dalle strutture comunali che infatti costano in media all’Amministrazione quasi 1000 euro a bambino nei nidi e circa 1200 euro nelle scuole dell’infanzia.»

«Non abbiamo colpito la classe media, abbiamo semplicemente ragionato in termini di beneficio per la città, in una situazione economica che vede sempre più famiglie a rischio concreto di povertà. Qui – sottolinea Ceccarelli – non si tratta di sfavorire una parte (anche perché noto una certa confusione tra livelli di reddito e calcolo Isee) né tanto meno di presunte “stangate” ma di dare un’opportunità a chi, seppure in condizioni difficili di reddito doveva rivolgersi a strutture private, magari di bassa qualità. Quando si parla di crisi economica e di sacrifici a cui sono chiamati gli italiani – prosegue l’assessore -, è esattamente questo ciò a cui si fa riferimento e non vedo perché a pagare di più dovrebbero essere, ad esempio, i disoccupati con la risibile scusa che almeno loro possono restare a casa ad accudire i figli. La nostra Amministrazione pensa invece che queste persone, proprio le più colpite dalla crisi, non siano dei privilegiati ma abbiano anzi il diritto di uscire da situazioni difficili e – conclude Ceccarelli – di garantire ai propri figli un’istruzione di qualità.»

 

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