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Sel: l’abbandono della pineta ha esasperato le conseguenze dell’incendio. Un errore chiuderla

GROSSETO – Tre proposte per far rinascere la Pineta di Marina di Grosseto: a farle è Sel, Sinistra ecologia e libertà, che interviene sul dibattito che sta seguendo il rogo più devastante che Marina di Grosseto ricordi. «Non è nostra intenzione addossare responsabilità ma è chiaro che quello che è successo non può essere ignorato e la città adesso deve reagire immediatamente sapendo che non si può andare avanti nascondendo la testa sotto la sabbia, o peggio sotto la cenere.» Affermano Davide Buzzetti (nella foto a destra) e Michele Fabianelli, rispettivamente coordinatore provinciale e coordinatore circolo Sel Grosseto.

«Vanno nella direzione giusta le dichiarazioni di Rossi che ha fin da subito annunciato contributi per rimboschire – continua Sel – e il blocco di qualsiasi possibilità di cementificazione, Sel a tutti i livelli vigilerà perché alle parole seguano i fatti ma aldilà di questo crediamo che sia il momento di fare delle proposte, ne sintetizziamo tre: avviare da subito le procedure per il rimboschimento e trovare i fondi in tempi umani, per sventare l’incubo di subire per anni e anni un cimitero di scheletri di pino.»

«E’ risaputo – continuano Buzzetti e Fabianelli – che la pineta di Marina versava in un grave stato d’incuria e di abbandono e che quella era oltretutto una pineta molto vecchia e sulla carta già morta. Ciò non ha ovviamente provocato l’incendio ma ne ha esasperato le conseguenze, accanto all’opera di rimboschimento va avviato un confronto tra tutti gli attori cittadini per programmare una gestione della pineta, manutenzione ma non solo; chi ha più di 20 anni probabilmente ricorda con nostalgia pic-nic e scampagnate domenicali nella pineta, è stato un errore chiuderla in maniera cosi estrema, va trovato un compromesso che permetta di fruire in maniera molto più ampia del bene pineta creando un presidio umano che è il miglior fattore di prevenzione dei problemi.»

«Quest’opera di ricostruzione e poi di gestione – sottolineano al terzo punto – può diventare un’occasione di lavoro e di impegno per molti grossetani, ci sono imprese locali che uniscono una enorme esperienza all’amore per il proprio territorio, ascoltiamole e scommettiamo su un progetto di sviluppo locale. Non dobbiamo semplicemente ripiantare pini – concludono -, dobbiamo restituire alla Maremma e ai cittadini la loro Pineta.»

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