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Biomasse come risorsa per l’agricoltura e per combattere la siccità foto

di Daniele Reali

MAGLIANO IN TOSCANA – Energie rinnovabili e agricoltura, un binomio che vede la Maremma all’avanguardia con progetti innovativi e di alta tecnologia. Tra questi c’è la centrale a biomasse dell’azienda Magliano Centro a Magliano in Toscana, un esempio di come il sistema agricolo possa essere integrato con le rinnovabili e un modello che Lesgambiente ha voluto celebrare oggi all’interno di Festambiente, il festival internazionale dell’ecologia (nella foto da sinistra Giampiero Tofanelli, sindaco di Magliano in Toscana, Luigi Vivarelli Colonna, Magliano Centro, Beppe Croce, Legambiente, Angelo Gentili, Legambiente, Francesco Viaggi Coldiretti, Giordano Pascucci, Cia).

La centrale di Magliano produce 1 Megawatt di energia elettrica e utilizza soltanto il prodotto di colture autoctone e poco idroesigenti come il sorgo e il favino. Ma tra le caratteristiche più interessanti di questo impianto c’è anche il recupero delle acque e degli scarti per un nuova utilizzazione in agricoltura. «Un progetto che dimostra – ha spiegato Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente, «come, in momenti difficili come quello attuale, abbiamo bisogno delle rinnovabili anche per combattere la siccità» (nelle foto a fianco e sotto la centrale a biomasse).

«Tra le rinnovabili, le biomasse – ha detto il responsabile agricoltura Legambiente Beppe Croce – rappresentano la fonte che più di altre consentirà di raggiungere l’autonomia dal petrolio. Questo perché le biomasse a differenza di sole e vento ci sono tutto l’anno e gli impianti sono pensati proprio per l’agricoltura».

L’azienda Magliano Centro ha in progetto di costruire altre centrali a biomasse e ha varato un piano di recupero edilizio che vedrà il restauro di abitazioni e altri immobili tutti riscaldati grazie al calore prodotto dalle centrali. Una piccola “rivoluzione” che Luigi Vivarelli Colonna, titolare dell’azienda, ha iniziato «dopo aver capito i danni provocati dall’agricoltura tradizionale sopratutto con l’utilizzo di concimi chimici e lo sfruttamento dei terreni». Da allora l’azienda ha scelto la strada del “biologico” e a questo ha legato anche lo sviluppo delle rinnovabili.

Un progetto «vincente» lo ha definito Francesco Viaggi, presidente di Coldiretti Grosseto, che dimostra come sia possibile per l’agricoltura avere un futuro.

L’esempio di Magliano è piaciuto molto anche al presidente della Confederazione Agricoltori Italiani della Toscana Giordano Pascucci che proprio da Festambiente ha lanciato il suo appello per «fare in modo di mettere a disposizione degli imprenditori agricoli tutte le opportunità possibili di sostegno economico da parte delle istituzioni, ma anche di programmazione».

In Toscana negli ultimi 10 anni sono stati “abbandonati” 100 mila ettari che rappresentano il 10% della superficie agricola della regione. Una vera emergenza che può essere combattuta ha osservato Angelo Gentili dando la possibilità agli agricoltori di «integrare i loro redditi con un sano turismo sostenibile e con progetti legati alle rinnovabili».

 

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