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Scarlino Energia, i lavoratori scrivono al sindaco Baldi e al consulente Rabiti

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FOLLONICA – I lavoratori di Scarlino Energia scrivono al sindaco di Follonica Eleonora Baldi e all’ingegnere Paolo Rabiti. Una lettera aperta che arriva dopo l’incontro avvenuto nella sala consiliare del comune per il contraddittorio sull’impianto del Casone. I lavoratori contestano il metodo utilizzato da Rabiti, consulente del comune, nell’analisi dei dati relativi all’impianto di Scarlino Energia.

«In particolare – si legge nella lettera -, nell’illustrazione delle osservazioni depositate per conto dell’amministrazione follonichese, l’ingegner Rabitti ha ribadito alcuni concetti adoperati nel calcolo della quantità di energia elettrica producibile dall’impianto. Il calcolo, non errato di per sé, scaturiva dall’esame e dall’utilizzo di una serie di dati parziali rispetto a quanto proposto dall’azienda nella tabelle messe a disposizione negli allegati al progetto di autorizzazione. In buona sostanza, da quanto risulta ai lavoratori di Scarlino Energia, l’ingegner Rabitti ha estrapolato solamente alcune cifre e le ha utilizzate non tenendo considerazione tutto il resto della documentazione presentata. I risultati di questo “metodo” si sono manifestati attraverso le errate conclusioni e le infondate valutazioni alle quali il consulente è giunto».

Per i lavoratori di Scarlino Energia la situazione che riguarda il loro posto di lavoro è molto preoccupante. «Dalla sua attività di consulenza (quella di Rabiti, ndr) – si legge ancora nella lettera – dipende la vita, soprattutto di questi tempi il lavoro è vita, di tanti lavoratori che sono convinti, pretendono e hanno il diritto di pensare che il lavoro e l’ambiente debbano andare di pari passo».

«Per questo, Noi lavoratori chiediamo a Lei e al sindaco del Comune di Follonica Eleonora Baldi, di spiegare all’opinione pubblica e anche a noi lavoratori come stanno in realtà le cose, quali sono i numeri veri e quali sono i calcoli esatti. Quei calcoli sui quali Lei, in sede di “Contraddittorio”, non ha fornito alcun chiarimento».

«Siamo convinti della bontà del nostro lavoro – concludono i lavoratori nella lettera – e ci piacerebbe essere altrettanto convinti della fondatezza delle sue valutazioni tecniche perché, in questa fase, anche da esse può dipendere il nostro futuro. Noi non vogliamo scegliere se stare dalla parte del lavoro o dell’ambiente, noi siamo convinti che a Scarlino, possa e debba esistere il lavoro nel rispetto dell’ambiente e della salute».

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