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Acqua: Comitato bene comune chiede l’applicazione del referendum

GROSSETO – Rosanna Rondelli, come rappresentante del Comitato Acqua bene comune Grosseto Amiata e Vala d’Orcia, interviene sulla tariffa dell’acquaprotestando «per la mancanza dell’applicazione del risultato referendario del 12 e 13 giugno 2011 e mancanza di rispetto del Decreto presidenziale pubblicato in Gazzetta ufficiale del 20 luglio 2011, relativa alla cancellazione della renumerazione del capitale investito.»

«In seguito ai reclami presentati dai cittadini della Provincia di Grosseto, allo sportello del “Acquedotto del Fiora S.p.A.”, prosegue il Comitato – lo stesso ha risposto con una lettera nella quale si afferma che la rideterminazione della tariffa “…è di competenza esclusiva della Pubblica Amministrazione, che la legge ha individuato nell’Autorità per l’energia e per il Gas…” Nel nostro caso, “La tariffa attualmente applicata all’utenza è stata regolarmente approvata e determinata dall’Autorità d’Ambito con l’approvazione del Piano d’Ambito e con successivo Decreto del Commissario Autorità Idrica Toscana Conferenza Territoriale n. 6 Ombrone n. 1 del 05/01/2012…”»

«Va chiarito ai nostri concittadini – continua Rondelli – che la Conferenza Territoriale n.6 sono i Sindaci di tutti i 28 Comuni della Provincia di Grosseto e di 28 Comuni della Provincia di Siena e l’Autorità Idrica Toscana sono i Sindaci dei 287 Comuni della Toscana. In democrazia i sindaci sono espressione degli interessi della comunità e pertanto dovrebbero rispettare la volontà popolare o starsene a casa. Da parte nostra, in quanto l’esito del Referendum, in forza della sentenza della Corte Costituzionale è immediatamente applicabile, possiamo solo augurarci che il nostro Sindaco si impegni a rispettare il ruolo che ricopre e quindi la volontà espressa nel referendum dai cittadini che rappresenta, come è già stato fatto da altri.»

«Diversi consigli comunali di centro destra e di centro sinistra in tutta Italia – mette a conoscenza il Comitato – hanno approvato ordine del giorno, che impegnano i rispettivi Sindaci a chiedere la convocazione delle assemblee degli ATO, per deliberare la ricalibrazione della tariffa dell’acqua e la ripubblicizzazione del servizio idrico. Tra i 56 Comuni soci dell’Acquedotto del Fiora i Consigli Comunali di Monterotondo, Castellazzara, Scansano, Grosseto, Colle Val d’Elsa, Sovicille hanno adottato ordini del giorno simili. Ora tocca anche a noi. La remunerazione del capitale investito è un ulteriore balzello che non ci meritiamo, pertanto la percentuale che l’Acquedotto del Fiora riteniamo dovrà restituire agli utenti in forza dell’esito del Referendum ammonta al 14,80% per il periodo dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 ed al 15,90% dall’inizio dell’anno 2012. In tutta la Provincia continua la campagna obbedienza civile, con la consegna delle istanze di rimborso; gli utenti assieme al Comitato Acqua Bene Comune, non demordono e chiedono che sia rispettata la volontà popolare.»

«Nel frattempo come cittadini, continueremo civilmente a contestare le bollette dell’Acquedotto del Fiora in tutte le forme possibili, convinti che quando la politica non rappresenta più i suoi elettori, occorre muoversi in modo indipendente attraverso associazioni e comitati; a maggior ragione – conclude Rosanna Rondelli – vista la mancanza di democrazia espressa nell’applicazione del Referendum sull’acqua.»

 

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