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Sciopero dei benzinai: pubblici i guadagni delle compagnie petrolifere. Codacons: vigileremo contro abusi

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GROSSETO – Sembra confermato per il 4 e 5 agosto prossimi lo sciopero nazionale dei benzinai, anche se il garante, nell’incontro di questo pomeriggio presso il minitsreo dello sviluppo economico, chiederà di differire la serrata perché non si sovrapponga con il primo weekend di agosto. Due soli giorni a fronte dei tre annunciati in un primo momento come richiesto dalla commissione di garanzia in ottemperanza alla legge sugli scioperi. La protesta prende le mosse da una opposizione alle “politiche commerciali e di prezzo dell’industria petrolifera che penalizzano lavoratori e consumatori.” tra le altre le politiche di sconti attuate la sera o nei fine settimana.

«La chiusura di tutti gli impianti – spiega Figisc/Anisa Confcommercio in una nota – sia su rete ordinaria che autostradale (per quest’ultima nelle modalità che verranno prossimamente comunicate), prenderà avvio alle ore 24 di venerdì 3 agosto, proseguendo lungo tutto il primo weekend del mese. Alla base della serrata, ragioni di profondo e drammatico disagio che vive un’intera categoria. Una categoria che assicura, a diverso titolo, 120.000 posti di lavoro, oltre a un servizio essenziale e capillare alla collettività, messi a repentaglio da politiche commerciali e di prezzo dell’industria petrolifera che penalizzano lavoratori e consumatori».

Figisc si impegnerà a valutare attentamente le eventuali osservazioni della Commissione di Garanzia, di concerto con le altre sigle sindacali della categoria Faib Confesercenti e Fegica Cisl. «Ora tutta la responsabilità è sulle spalle del ministero dello Sviluppo economico che oggi, 24 luglio, alle 18.00 incontrerà Unione Petrolifera, retisti indipendenti e gestori. – afferma ancora Figisc – A lui spetta il compito di individuare e assumere misure concrete che assicurino l’immediato ripristino di comportamenti industriali equilibrati e soprattutto rispettosi della legislazione vigente.»

Nell’occasione la Fegica-Cisl chiederà che sia detta la verità sui margini delle compagnie petrolifere che operano nel nostro Paese. «In Italia – afferma Cisl – le compagnie piangono miseria, mantengono i prezzi piu’ alti d’Europa, costringono i cittadini a file interminabili alle macchinette del self nei fine settimana per ottenere dei pretesi ”sconti” e cercano di scaricare sulla collettività altri 120.000 disoccupati. Il Governo – conclude – dica la verità e assuma iniziative di tutela per lavoratori e consumatori».

Anche il Codacons interviene sulla vertenza chiedendo il blocco dei listini nelle 48 ore antecedenti allo sciopero. L’associazione di consumatori mette in guardia, poi, i benzinai dalle chiusure illegali e dalle speculazioni sui prezzi, e annuncia fin d’ora «l’intenzione di denunciare all’Antitrust chiunque alzerà indebitamente i prezzi solo per speculare sull’esodo e sulla concomitante chiusura dei distributori. Non è, infatti, tollerabile che i benzinai dallo sciopero non solo non ci rimettano nulla ma addirittura ci guadagnino pure». Il Codacons ricorda poi che il regolamento prevede come «le stazioni di servizio in funzione nell’autostrada dovranno rimanere aperte in misura non inferiore ad una ogni cento chilometri».

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