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Eventi e cucina etrusca nelle Notti dell’Archeologia. Progetto Vagal: 50 i partecipanti ai workshop

GROSSETO – Si chiama “Vetrina Toscana” il ciclo di eventi previsti per la fine luglio nella Zona del Tufo, tra i luoghi più suggestivi della Toscana Archeologica. In occasione delle Notti dell’Archeologia (29 e 31 luglio 2012) i ristoranti della Zona del Tufo (Sorano, Sovana, San Quirico, Pitigliano) predisporranno un menu “Vetrina Toscana” a prezzo convenzionato.

L’azione si completerà, in collaborazione con la Provincia di Grosseto, con l’utilizzo dei prodotti del progetto Vagal (germoplasma autoctoni – macchiaiola maremmana, pecora amiatina e vacca maremmana) in abbinamento con i prodotti tipici del territorio (fagiolo di sorano, zafferano di maremma, cece di maremma…). In occasione dell’inaugurazione del Museo di San Mamiliano (prevista per il giorno 28) si organizzerà presso le Terme di Sorano un workshop: l’iniziativa consentirà di mettere in collegamento i produttori e allevatori del Territorio con i ristoratori del circuito Vetrina Toscana e una platea internazionale.

Si tratta di una collaborazione sperimentale tra attori diversi (Regione, Provincia, Comuni, Camera di Commercio, Associazioni del Commercio, Strade del Vino) e ambiti diversi (Commercio, Agricoltura, Cultura, Turismo).

L’iniziativa è parte di un progetto più ampio, che ha coinvolto oltre 50 operatori locali della ristorazione hanno aderito all’iniziativa promossa nell’ambito del progetto Italia-Francia Marittimo “Vagal” che punta a valorizzare i territori rurali incentivando la produzione, la commercializzazione e il consumo dei genotipi animali autoctoni. I primi workshop si sono svolti a luglio nei comuni di Follonica, Scansano, Seggiano, Pitigliano e Sorano e gli ultimi si svolgeranno a settembre, nel capoluogo.

Le qualità uniche dell’agnello di pecora dell’Amiata, della carne bovina di razza maremmana e del suino macchiaiolo maremmano – che sono le 3 razze che il progetto Vagal intende valorizzare – sono state esaltate nei piatti della tradizione culinaria proposti ai ristoratori attraverso i workshop. Insieme alla carne sono stati utilizzati altri prodotti tipici locali come lo zafferano di Maremma, il cece di Grosseto, il fagiolo cannellino di Sorano, il riso di Maremma e l’olio Toscano IGP.

Tra i piatti proposti: il peposo e lo stracotto di carne di razza maremmana, il buglione e lo stufato di agnello di pecora dell’Amiata; i salumi e l’arrosto con la macchiaiola maremmana. L’utilizzo di queste ricette ha garantito un elevato standard di qualità e la prelibatezza del risultato finale, contribuendo a far conoscere le eccellenze del territorio incentivandone l’utilizzo.

 

 

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