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Investimenti per 127 milioni sui progetti di filiera foto

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FIRENZE – Tanta voglia di investire, una buona dose di fantasia, l’innovazione come filo conduttore e la filiera corta della Toscana in primissimo piano. E’ questa la ricetta dei ‘Pif’, i progetti integrati di filiera, edizione 2012, che raddoppiano in Toscana il successo, già straordinario, della prima edizione. Sono 42 i progetti presentati in risposta al secondo “Bando Multimisura per Progetti Integrati di Filiera – annualità 2012”, con il quale sono stati stanziati 25 milioni di euro.

Tra i progetti quello grossetano di fare burro stracchino e gelato tutti maremmani utilizzando il latte di bufala.

I 42 nuovi progetti presentati prevedono investimenti complessivi di oltre 127 milioni di euro, per un totale di contributi richiesti di quasi 56 milioni, più del doppio della somma messa a disposizione dal bando. Di fronte a tanta voglia di investire, l’assessore Gianni Salvadori ha cercato altre risorse e la proposta che avanzerà alla Giunta regionale aumenta di ulteriori 5 milioni di euro il finanziamento da destinare ai Pif tenendo conto delle riserve previste dal bando. Nella prima edizione, lanciata nella primavera del 2011, furono 21 i progetti presentati, dei quali 15 finanziati, grazie ad una dotazione di 25 milioni, per un totale di investimenti di oltre 57 milioni di euro.

Le aziende (agricole, agroalimentari, della trasformazione e della vendita) che partecipano alla seconda edizione dei PIF sono 3334. Circa 800 sono le aziende che partecipano ai progetti in maniera diretta, effettuano gli investimenti e richiedono il contributo regionale. A queste se ne aggiungono altre 2500 comunque coinvolte nella realizzazione del progetto. Gli occupati sono pari a 3395, divisi fra autonomi (942) e dipendenti (2453).
la superficie agricola interessata è di oltre 32 mila ettari, i capi di bestiame di oltre 18 mila unità, fra bovini, ovini, caprini, suini da razze autoctone, ecc.
I 42 progetti saranno ora sottoposti al giudizio di una apposita Commissione di Valutazione. Le aziende che verranno ammesse avranno i contributi a fondo perduto.

Curiosando fra i progetti: macellazione “halal” e costruzioni ecoefficienti, pane toscano e creme con olio
Voglia di investire, innovazione, ma anche fantasia contraddistinguono tutti i Pif. Ad esempio punta ad una zootecnia in funzione di una società “multietnica” il progetto che prevede la macellazione di ovini con il sistema “Halal” per il consumo da parte dei musulmani (capofila un’azienda di Castel S. Niccolò Arezzo e partecipanti in totale 127 aziende delle province di Siena, Grosseto e Pisa). L’ambiente e il risparmio energetico sono invece i capisaldi di una filiera tutta toscana della canapa per produrre materiali destinati alla bioedilizia (capofila un’azienda di Bientina Pisa con 23 partecipanti fra aziende agricole e di lavorazione. Ancora: tipicità e innovazione, ma anche tanta fantasia, per il progetto che prevede di fare burro, stracchino e gelato prodotti in Maremma con latte di bufala (capofila una coop. agricola del Grossetano con 33 partecipanti fra le aziende agricole e il Consorzio Latte Maremma). Ben due progetti puntano alla valorizzazione della filiera del pane toscano in procinto di ottenere la Dop, mentre un altro si rivolge coltivazione di grani antichi con basso contenuto di glutine per ridurre i fenomeni di intolleranza (47 partecipanti fra le province di Arezzo, Grosseto, Siena, Firenze e Livorno). E ancora c’è chi ha pensato all’u tilizzo degli scarti dei frantoi nel settore farmaceutico per la produzione di cosmetici naturali. I Pif presentano inoltre soluzioni per piattaforme logistiche, reti di impresa, progetti di valorizzazione della filiera corta e coinvolgono anche Università, Centri di ricerca, organizzazioni professionali ed esperti nei vari settori dell’agroalimentare.

“Questo – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori – è uno degli aspetti fondamentali dei Pif, l’aspetto cioè della progettazione integrata. I protagonisti della produzione agricola, della trasformazione e della commercializzazione si aggregano, così si favoriscono i processi di riorganizzazione e consolidamento delle filiere agroindustriali regionali, presupposto fondamentale per la creazione di migliori relazioni di mercato.”

Ecco la ripartizione in filiere dei 42 progetti presentati:
Filiera corta: 5 progetti ; Filiera olivo oleicola: 5 progetti ; Altre filiere: 32 progetti (così suddivisi: cerealicola 6, vitivinicola 6, florovivaistica 6, ortofrutticola 4, bovina 2, ovicaprina 2, castanicola 2, multifiliera 2, canapa 1, filiera apistica 1)

Investimenti nell’ammodernamento delle aziende e nella qualità dei prodotti
Gli investimenti riguardano in primo luogo l’ “Ammodernamento delle aziende agricole” con 54 milioni e l’ “Aumento del valore aggiunto dei prodotti agricoli” con quasi 52 milioni. Seguono la cooperazione per lo sviluppo dell’innovazione nel settore agricolo e forestale con quasi 11 milioni, e la promozione dei prodotti di qualità con oltre 5 milioni di investimenti. Ancora 5 milioni di investimenti per tutte le altre misure: “Migliore valorizzazione economica delle foreste”, “Aumento del valore aggiunto dei prodotti forestali”, “Diversificazione in attività non agricole” relativamente alla produzione di energie da fonti rinnovabili, “Utilizzo di servizi di consulenza”.

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