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“In che Stato siamo?”: impresa e sindacato a confronto sul futuro dell’Italia foto

di Barbara Farnetani

GROSSETO – Si sono confrontate su tutto, dalle politiche di genere, al welfare, dalle tasse all’evasione fiscale, dagli esodati alla cridi economica dell’Italia, da posizioni differenti ma anche trovando a volte dei punti d’incontro. Si è svolto questo pomeriggio al teatro degli Industri di Grosseto l’incontro tra Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria nazionale e Rosanna Rosi, responsabile politiche di genere per la Cgil nazionale che ha sostituito il segretario nazionale Susanna Camusso. Il dibattito, il secondo di un ciclo promosso dalla provincia di Grosseto dal titolo “In che Stato siamo?” è stato moderato da Fiorenzo Bucci, del quotidiano La Nazione, Francesca Gori, del Tirreno e Giacomo D’Onofrio, del Corriere di Maremma.

Tasse e lavoro – «Il momento – ha affermato Antonella Mansi – è ancora più duro di quel che sembra. Il destino di lavoratori e imprese è legato in modo indissolubile all’economia sociale che deve essere equa e ridistribuire il benessere, ma per essere ridistribuiro questo benessere deve esserci. La tassazione dovrebbe avere questo ruolo, ma le tasse sulle famiglie hanno avuto l’effetto di far calare drasticamente i consumi. La tassazione incide per il 60% sulla vita delle imprese, anche 30 punti percentuali di mancata competitività rispetto ad altri paesi europei»

«Nonostante il paese sia in crisi da quattro anni – ha sottolineato Rossana Rosi – le tasse continuano a gravare sulle stesse persone: lavoratori dipendenti e pensionati. Siamo un paese con 100 miliardi di evasione fiscale, dove non si ridistribuisce la ricchezza. Voglismo che ad essere tassati siano i grandi patrimoni, anche l’Imu è sbagliata perché colpisce tutti nella stessa maniera, aumentando di fatto le disuguaglianze.»

Tagli agli enti locali – Mansi e Rosi sono poi intervenute sul tema dei tagli alle province e agli enti locali: «Le province – ha detto Mansi – sono diventate un po’ comne le auto blu, simbolo nell’immaginario collettivo di uno stato pesante. Io credo che ci sia la necessità di ridisegnare una fisionomia dello stato più leggera . La complessità sta nel capire come ricollocare certe risorse»

«C’era bisogno di un provvedimento contro gli sprechi – ha continuato Rosi – e si è partiti dalle province senza sapere neppure cosa fanno: bisogna piuttosto trovare gli strumenti per far funzionare meglio la pubblica amministrazione

Banche – Sul sistema creditizio e bancario Antonella mansi ha affermato: «Le banche sono una risorsa fondamentale per le imprese e per il paese: con l’attacco alle banche si ha l’attacco al paese. Tra l’altro la Toscana sta affrontando, con il proprio sistema bancario, qualche piccolo terremoto in più. Inoltre c’è un grosso problema di pagamenti da aprte delle pubbliche amministrazioni alle imprese che hanno uno scoperto di oltre 100 miliardi di euro tra pubblico e privato.»

«Il problema delle banche – ha ricordato Rosi – non possiamo risolverlo noi. C’è bisogno di una polis europeaper risolvere il problema del debito, ci deve essere una governace e una politica europee che però non ci sono ancora»

Il presidente del consiglio provinciale, Sergio Martini, ha concluso salutando i lavoratori di Scarlino Energia e le lavoratrici Mabro presenti all’incontro con i propri rappresentanti.

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