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Idv: illegittimi gli accorpamenti nella scuola. Sentenza della Corte Costituzionale

GROSSETO – La Corte Cosituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’obbligo di accorpamento in istituti comprensivi delle scuole del primo ciclo: infanzia, elementari e medie. Ad affermarlo in una nota Stefano Rosini Capogruppo IdV in Consiglio comunale a Grosseto. “La materia – sottolinea Rosini – non è di competenza esclusiva dello Stato, ma va concertata con le regioni. Hanno avuto ragione Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria, Sicilia, Puglia e Basilicata, – ricorda ancora Rosini – che hanno presentato ricorso. In dubbio tutto l’impianto dei tagli che decretava la costituzione di istituti scolastici “con almeno 1.000 alunni” che diventavano 500 per gli istituti delle piccole isole, comuni montani e aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche.»

«La legge in questione ha comportato l’abrogazione di direzioni didattiche e scuole medie autonome – prosegue l’Idv – per favorire la creazione di Istituti comprensivi (istituti con classi di scuola elementare e media) che però, per mantenere la dignità di istituzione scolastica autonoma, dovevano raggiungere il numero minimo di mille iscrizioni. I giudici hanno dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 19, comma 4, del decreto legge 98 del 2011 affermando che la manovra è “costituzionalmente illegittima” per violazione dell’articolo 117, terzo comma della Costituzione (che determina le competenze legislative di Stato e Regioni), “essendo una norma di dettaglio dettata in un ambito di competenza concorrente in materia d’istruzione, poiché incide direttamente sulla rete scolastica e sul dimensionamento degli istituti”. Lo Stato ha invaso il campo delle Regioni provvedendo alla legislazione più minuta. L’aggregazione negli istituti comprensivi, con la fissazione della soglia rigida di mille alunni, doveva produrre il risultato di ridurre le strutture amministrative scolastiche e il personale che vi opera, con evidenti obiettivi di risparmio tagliando ulteriori posti di lavoro e creando il fenomeno di soprannumerarietà: anche a Grosseto molti lavoratori e lavoratrici si sono ritrovati come perdenti posto.»

«In base a tutto ciò – auspica Rosini – diventa opportuno che sia il Comune di Grosseto che la Provincia valutino l’efficacia delle deliberazioni che hanno portato al dimensionamento scolastico: alla luce della sentenza della Corte Costituzionale, – conclude l’Idv – questi provvedimenti devono essere rimessi in discussione.»

 

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