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Centralina di Follonica: la risposta dell’Arpat con i dati ufficiali foto

GROSSETO – “Tutti gli inquinanti indagati rispettano ampiamente le soglie previste per legge” l’affermazione, dell’Arpat, riguarda la qualità dell’aria a Follonica e Scarlino e fa parte del report 2011 conseguente all’attivazione sul territorio di alcune centraline per i rilevamenti tra cui una mobile ubicata in prossimità del polo industriale. A criticare la posizione della centralina, i primi di maggio, era stato l’ex assessore Antonino Vella, in concomitanza con il primo anno di rilevamenti della struttura mobile. Adesso arriva la riposta di Giancarlo Sbrilli, del Dipartimento Arpat di Grosseto. Sbrilli si rivolge direttamente a Vella “La scelta della postazione – afferma l’Arpat – è stata decisa in funzione dei venti principali che provengono dal primo quadrante e prevalentemente dalla direzione Nord Est – Est Nord Est. La centralina risulta, quindi, in una buona posizione per monitorare la ricaduta dei fumi. La scelta della postazione, dopo ormai un anno di misure, è confortata dai sistematici rilevamenti dei venti prevalenti fornita dalle centraline meteo ubicate in zona nello stesso periodo dei rilevamenti. Le motivazioni che hanno giustificato la scelta della posizione le sono state peraltro illustrate a più riprese con i numerosi documenti e report periodici che le ho puntualmente inviato” (sopra la mappa con la dislocazione delle centraline e degli impianti industriali).

“A tale proposito – continua Sbrilli – le faccio notare che il sistema da lei adottato per valutare la direzione dei venti, ovvero l’osservazione giornaliera del pennacchio della ciminiera Tioxide, posizionata a oltre 150 m da terra, non è corretto. Le correnti in quota sono diverse dalle correnti a terra (quelle che a noi interessano perché veicolano gli inquinanti a livello del suolo). Se, durante le sue ispezioni, avesse confrontato i fumi provenienti dalle ciminiere più basse rispetto alla ciminiera Tioxide avrebbe potuto notare che, frequentemente, hanno direzioni diverse. Tenga inoltre conto che le centraline meteo registrano anche i venti deboli e le brezze che, per quanto ci riguarda, risultano di particolare interesse, perché sono capaci di spostare significative masse d’aria verso l’abitato di Follonica con bassa dispersione dei fumi. Le brezze di terra, in particolar modo, prevalgono dalla sera sino al mattino, quando ruotano da nord a est per poi assumere direzione uguale e verso contrario nelle ore pomeridiane. La bontà della postazione prescelta trova conferma dai valori in concentrazione degli inquinanti industriali misurati, con particolare riferimento al biossido di zolfo, che presenta concentrazioni significative sia come medie orarie che come medie giornaliere, pur ampiamente al di sotto dei limiti di legge.”

“Un’altra conferma della bontà della postazione – sottolinea Sbrilli – è legata ai primi significativi risultati ottenuti e pubblicati nell’estate 2011. Nel corso di quest’ultimo anno di misure sono stati inviati regolari rapporti sui risultati conseguiti. Nell’ultimo rapporto, sono elaborati i dati ottenuti fino al mese di dicembre 2011, il rapporto comprende, quindi, oltre sei mesi di determinazioni.” Dal rapporto si evince come i principali inquinanti siano al di sotto delle soglie previste per legge. “È possibile concludere – si legge nel rapporto – che gli standard di qualità dell’aria, in una zona della città particolarmente esposta alle ricadute delle emissioni dell’area industriale, sono, allo stato attuale rispettati. In questo contesto il parametro di maggiore rilevanza si conferma essere il biossido di zolfo sempre al di sotto delle soglie previste per legge. Sulla base delle considerazioni riportate si segnala la necessità di disporre di centraline fisse sul territorio per la determinazione in continuo delle ricadute di biossido di zolfo (SO2) e idrogeno solforato (H2S). Il sistema di monitoraggio rappresenterebbe il sistema più idoneo per tenere sotto controllo eventuali incrementi temporanei dei composti solforati provenienti dalla zona industriale.”

“La invito però a leggere con maggiore attenzione i nostri rapporti, – afferma ancora Sbrilli – dove i dati di concentrazione ottenuti con il nostro mezzo mobile sono sempre stati elaborati e presentati in maniera ben distinta dai dati registrati dalla rete dell’azienda privata. Il suo commento sui ‘dati immischiati con quelli delle centraline private’ è infondato. Il progetto di controllo e valutazione delle ricadute delle emissioni industriali potrebbe terminare nei prossimi mesi, il mezzo mobile potrebbe, infatti, essere richiesto presso altre zone di interesse nell’ambito del territorio provinciale. Il lavoro ha richiesto e richiede un continuo e significativo impegno da parte dell’agenzia, nella validazione dei dati, nelle operazioni di controllo delle apparecchiature, nell’elaborazione dei dati. I risultati che saranno ottenuti dopo l’elaborazione di un anno di misure consentiranno di valutare la conformità dei risultati rispetto ai limiti individuati dall’attuale normativa in materia di qualità dell’aria. La valutazione critica dei risultati, comparati con le condizioni meteo registrate durante la campagna di controllo e la conoscenza del quadro emissivo, consentiranno un ulteriore approfondimento, a nostro giudizio di notevole interesse, sulla stima della qualità dell’aria in funzione delle ricadute industriali della zona.”

E Giancarlo Sbrilli conclude dicendo: “Faccio, infine, presente che l’Agenzia, in relazione ai suoi ripetuti rilievi, diffusi anche a mezzo stampa, ha sempre fornito i chiarimenti richiesti. Insistere, indipendentemente da quanto già puntualizzato da Arpat, che ricordiamo è un ente tecnico, può configurare un danno di immagine che l’Agenzia potrebbe valutare di tutelare nelle forme che la legge rende possibile.”

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