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Bilancio della Provincia, Marras: Patto di stabilità a rischio per il 2013 e il 2014

di Daniele Reali

GROSSETO – La Provincia di Grosseto non ha ancora approvato il bilancio previsione. È l’unica in Toscana che ancora non lo ha chiuso in giunta. I motivi sono soprattutto economici e legati alla difficoltà di rispettare il Patto di Stabilità. «Per il 2012 pensiamo ancora di farcela» dice il presidente Leonardo Marras (nella foto), ma le vera difficoltà sarà far quadrare i conti per gli anni successivi. «Siamo arrivati alla fine – ha detto Marras – e sarà molto difficile rispettare il Patto per il 2013 e per il 2014».

I costanti tagli fatti a livello centrale sui trasferimenti agli enti locali hanno “alzato l’asticella” della provincia che già per l’anno in corso si troverà di fronte a scelte importanti. Per fare un esempio, nell’elenco delle opere finanziate direttamente dall’ente ci sarà una casella vuota. «Nessuna opera in bilancio – ha spiegato Marras – anche se prima della fine dell’anno partiranno quelle già finanziate come i lotti della strada del Cipressino e la Variante Nord di Grosseto».

Visto la razionalizzazione “robusta” delle spese, il bilancio prevederà solo risorse per la manutenzione straordinaria delle strade e delle scuole: 3,5 milioni di euro che saranno “recuperati” dall’avanzo 2011. «Nonostante le difficoltà – ha aggiunto Marras – vogliamo continuare a svolgere il ruolo di sostengo allo sviluppo economico del nostro territorio attraverso una serie di azioni come ad esempio è stato per l’impegno sul polo tecnologico o sull’internazionalizzazione delle imprese maremmane. Allo stesso tempo vogliamo portare avanti gli impegni presi per esempi sul trasporto pubblico locale nel quale investiremo 1,3 milioni di euro».

Soluzioni e ricette per il futuro non ce ne sono e la congiuntura economica del Vecchio Continente in questo momento non aiuta: «È importante rivedere il Patto di Stabilità – ha detto Marras – e scorporare le spese di investimento dal Patto sarebbe già un grande passo in avanti». Ma per le Province il futuro non è soltanto legato al difficile quadro economico attuale, ma anche al nuovo assetto istituzionale degli enti locali. «È indubbio che si debba aprire una stagione di riforme che coinvolga anche gli enti locali – ha detto Marras – ma con soluzioni responsabili e non con il populismo. Il 30 maggio prossimo l’Unione della Province della Toscana presenterà uno studio comparativo sui costi e sull’utilità dei vari sistemi istituzionali a livello europeo; il 12 giugno poi a Grosseto con Susanna Camusso, segretaria della Cgil, e Antonella Mansi, vicepresidente di Confindustria, parleremo del futuro di questo paese nell’iniziativa “In che Stato siamo”. Una serie di iniziative in attesa del 6 novembre quando la Corte Costituzionale si esprimerà sul futuro delle Province in Italia».

Il processo di “cancellazione” delle province è già partito. «Nessuno ne ha parlato, ma in sei province italiane, tra queste anche Genova, non si è votato nell’ultimo turno di amministrative». In quel caso è stato nominato come commissario “sine die” il presidente “uscito”: «uno spregio alla democrazia e un brutto segnale in un momento di incertezza come questo».

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