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Arrestati a Grosseto gli autori del furto in casa dell’ex allenatore del Livorno

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GROSSETO – Sono cinque nomadi stanziati a Grosseto i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Perugia, Alberto Avenoso, in riferimento al furto avvenuto il 5 agosto 2011 nella villa dell’allora allenatore del Livorno Walter Alfredo Novellino. Dei cinque provvedimenti: tre sono in carcere, una ai domiciliari e una con l’obbligo di dimora nel comune di Grosseto; due ordinanze devono ancora essere eseguite.

Nel furto furono rubati orologi di lusso, trofei sportivi, preziosi e medaglie d’oro, per un valore complessivo di circa 400 mila euro. Durante l’indagine dei carabinieri e dei militari della sezione di polizia giudiziaria, diretta dal tenente colonnello Giovanni Mele, sono state anche svolte comparazioni su tracce di vernice nella cassaforte scassinata e su altre impronte che erano state individuate su un’auto presa a noleggio a Grosseto.

Sono stati i ricercatori dell’Università di Perugia a risalire alla formula di una vernice verde, ormai obsoleta, risultata appartenere ad un armadio corazzato, dal peso di oltre 350 kg, sottratto da casa Novellino, trascinato lungo tutto il vialetto d’ingresso e caricato sull’auto utilizzata dai ladri. All’epoca dei fatti i carabinieri conoscevano solo parte della targa, ma una volta riusciti a risalire al modello, hanno appurato che era stata noleggiata a Grosseto ad una donna del posto, rivelatasi poi membro del gruppo, e che, una volta riconsegnata era stata venduta. Rintracciato il mezzo si scopriva che sul paraurti posteriore erano presenti graffi e scalfitture e, soprattutto, tracce di vernice verde, risultata quindi una “prova” di estrema rilevanza. Parlando dei presunti autori del furto gli inquirenti hanno evidenziato che si tratta di Rom di seconda generazione, con cognomi italiani, stanziali ed inseriti nel territorio di appartenenza, che non è escluso possano avere “studiato” il personaggio da colpire magari con il supporto di un basista.

Della refurtiva, gioielli, orologi e medaglie sportive in oro per un valore di 400mila euro non coperti d’assicurazione, non è stata ritrovata alcuna traccia.

 

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