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Ici ed Imu: ecco le indicazioni per le aree fabbricabili

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FOLLONICA – Aree edificabili e calcolo di Ici e Imu. Per fare chiarezza la giunta comunale ha emanato ieri una delibera con la quale vengono determinati i valori minimi delle aree fabbricali.

«La determinazione dei valori minimi accertabili – spiega l’assessore Donatella Rapezzi – è un aiuto per il contribuente il quale, individuando correttamente la sua base imponibile per il calcolo dell’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI 2011)e dell’Imposta Municipale Propria (IMU 2012),, eviterà di incorrere in errori e eventuali contenzioso».

Tutti i documenti collegati alla delibera saranno tra qualche giorno a disposizione dei cittadini anche nella rete civica del Comune di Follonica www.comune.follonica.gr.it , con un apposito spazio nella home page.

La Tabella dei valori minimi delle aree fabbricabili suddivide i valori in quattro aree oggetto di stima: aree di trasformazione, aree di riqualificazione, aree di completamento, aree del vecchio piano regolatore.

L’ imposizione tributaria, quindi, si ha anche sulle nuove aree edificabili che sono state individuate dal Regolamento urbanistico nel 1 gennaio 2011, specificando che un’area è da considerarsi fabbricabile se è utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale, adottato dal Comune indipendentemente dall’approvazione della Regione e dall’adozione di strumenti attuativi del medesimo.

L’amministrazione darà comunicazione ai proprietari dei terreni ai quali è stata attribuita la natura di “edificabile”, e a giorni saranno inviate le lettere per garantire la conoscenza al contribuente, con l’indicazione dei dati dell’intervento edificatorio previsto dalla pianificazione comunale, in modo tale che l’utente possa correttamente individuare il valore di riferimento che l’Amministrazione ha approvato con deliberazione.

La stima dei valori minimi si è incentrata sul valore di trasformazione che considera l’area edificabile come un bene di produzione, inteso quale bene economico suscettibile di cambiamento, dato dalla differenza tra il valore di mercato del bene trasformato e la somma di tutte le spese necessarie per eseguire la relativa trasformazione.

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