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Minacce al sindaco di Follonica: alla Baldi una lettera con la stella a cinque punte

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FOLLONICA – Una stella a cinque punte, polvere bianca, e una frase inquietante: “Sei nel mirino. Occhio”. Questo il contenuto della lettera anonima recapitata al sindaco di Follonica, Eleonora Baldi, questa mattina. Quando la lettera, indirizzata al sindaco, è stata aperta dal personale dell’ufficio protocollo, ne è uscita una polvere bianca e la memoria di tutti è andata subito al pericoloso antrace. Subito sono stati informati carabinieri, polizia e digos. Gli inquirenti hanno imbustato e sigillato la busta e il suo contenuto, sarà poi la scientifica a verificare la presenza di eventuali impronte digitali e analizzare la polvere bianca. Il messaggio, da quanto raccontato dallo stesso sindaco Baldi, è stato scritto a matita, con un calligrafia senza incertezze o esitazioni “probabilmente – ha affermato il sindaco – la grafia di una persona istruita”. Nella lettera, oltre al messaggio minatorio, era tratteggiata anche una stella a cinque punte, ma non iscritta nel cerchio come quelle delle Brigate rosse “piuttosto come quelle dei Nuclei armati proletari” ha sottolineato Baldi. La lettera, da quanto si evince dal timbro sul francobollo, è stata smistata a Firenze, segno che non è stata inviata da Follonica, la cui centrale di smistamento si trova a Pisa.

Solo un anno fa al sindaco Eleonora Baldi era stata recapitata un’altra lettera di minacce “Una pallottola è per te e una per il segretario, farai la fine del sindaco di Pollica”. Una situazione di mese in mese sempre più pesante, per il sindaco ma anche per la giunta. E il sindaco Baldi ha subito incassato il sostegno del presidente della provincia Leonardo Marras che ha scritto «Eleonora Baldi ha tutta la mia solidarietà umana e politica per l’indegno atto d’intimidazione di cui è stata fatta oggetto nella giornata di ieri. Rievocare il simbolo delle brigate rosse e associarlo ad una polvere bianca che richiama l’antrace non è solo un gesto criminale, ma anche una scelta di cattivo gusto che denota la pochezza umana e culturale di chi si diverte con questi mezzucci a guadagnare notorietà a buon mercato. L’idiozia non è contingentabile, – ha concluso Marras – dobbiamo pertanto rassegnarci a conviverci, ma non a sopportarla»

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