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Il futuro dei Geoparchi tra web, turismo e ambiente

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MASSA MARITTIMA –  Oltre 120 addetti, tra amministratori, geologi, comunicatori, operatori turistici, hanno partecipato oggi ai lavori del 4° workshop nazionale dei geoparchi svoltosi nella sala-congressi del palazzo delle Fonti dell’Abbondanza, a Massa Marittima. Due le sessioni di lavoro, oltre 30 i relatori. Nel corso della mattina tema del confronto è stata la comunicazione digitale collegata alla fruizione turistica, mentre nel pomeriggio sono state approfondite altre tematiche (normative, nuovi ingressi nell’Eupoean Geoparks Networks, modelli di sviluppo turistico territoriali).

 “Avere un comprensorio come il nostro, ricco di perle geologiche, di siti che lasciano a bocca aperta, di qualità in ogni campo, a volte può non bastare; – ha detto il presidente Luca Agresti – è necessario infatti che il territorio del geoparco abbia un progetto di sviluppo turistico credibile. E questo passa anche e soprattutto dalle piattaforme digitali, da come siamo percepiti. Il workshop aveva proprio questo obiettivo: confrontarsi con gli altri 7 geoparchi e con i territori interessati ad aderire alla rete Egn, consolidare le relazioni esistenti e sviluppare quelle potenziali tra il web e il patrimonio geologico, paesaggistico, le risorse naturali, culturali ed enogastronomiche. Il contributo di blogger e comunicatori è stato estremamente interessante, ma soprattutto vorrei evidenziare la partecipazione, il numero degli interventi, gli apprezzamenti che sono arrivati dal coordinatore nazionale dei geoparchi Maurizio Burlando e dal presidente di Federparchi Giampiero Sammuri, con il quale sono d’accordo riguardo ai contenuti della nuova legge 394. Dobbiamo starci dentro”.

 Maurizio Burlando, geologo, direttore del parco del Beigua e coordinatore nazionale dei geoparchi ha evidenziato come il workshop organizzato dal geoparco delle Colline Metallifere abbia segnato uno spartiacque rispetto alle precedenti edizioni.  “Il lavoro svolto dallo staff del Tuscan Mining Geopark è stato eccezionale. C’è stata una condivisione totale dell’evento. Per la prima volta ci siamo aperti a contributi che andavano oltre i territori e gli organismi nazionali competenti in materia di tutela del patrimonio naturale e geologico. In particolare ci siamo allargati a esponenti del mondo economico, della comunicazione digitale, del turismo. Un risultato a tutto vantaggio degli otto geoparchi che potranno adesso proseguire sui propri territori strategie promozionali, fruitive e gestionali innovative. Un evento importante che ha anche manifestato il grande interesse attivato a livello nazionale sul tema della tutela del patrimonio geologico, con ben sei territori che stanno lavorando su prossime candidature per aderire alla rete internazionale dei geoparchi”.

Infine Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi, ha chiosato sul tema più delicato per quanto concerne il futuro dei geoparchi: l’ingresso nella nuova legge 394. “Il più importante strumento normativo per la tutela e la valorizzazione dell’ambiente – ha spiegato Sammuri – è la legge quadro sulle aree protette (la 394 del 1991). In essa sono fatti ripetuti riferimenti – nell’articolo 1 – alla promozione, alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio naturale del Paese, nelle sue diverse forme, ivi incluse “le forme fisiche, geologiche, geomorfologiche…”. È evidente infatti il forte connubio tra politiche di conservazione della natura e politiche di conservazione del patrimonio geologico. Nella nuova 394 bisogna mettere le gambe all’articolo 1 e rilanciare una strategia che interpreti questa corrispondenza, inserendo la nuova categoria dei geoparchi, le cui finalità ed azioni si stanno progressivamente affermando sia a livello nazionale, sia a livello internazionale”.

  Tra gli altri interventi da segnalare quelli di Mirko Lalli (Fondazione Sistema Toscana), Robi Veltroni (blogger di Officina Turistica), Stefania Petrosillo (Federparchi) – che ha illustrato i contenuti della Carta Europea del turismo sostenibile nelle aree protette e in particolare nei geoparchi e Francesco Tapinassi (progetto Mitup della Provincia di Grosseto).

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