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Al via i nuovi censimenti nella Diaccia Botrona

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Parte venerdì 18 maggio, per il settimo anno consecutivo, il censimento delle specie di uccelli che popolano la Diaccia Botrona nel periodo estivo, da maggio a luglio.

La Riserva naturale provinciale della Diaccia Botrona, istituita nel 1996, si estende su 1200 ettari nei comuni di Grosseto e Castiglione della Pescaia, di cui 700 sono occupati da palude.  Di grande interesse per la sosta, lo svernamento e la nidificazione di gran parte dell’avifauna acquatica, per la nidificazione degli ardeidi, è riconosciuta, tra l’altro, come l’area più importante della Toscana per lo svernamento degli anatidi.

“Un lavoro, quello del censimento, promosso e coordinato dalla Provincia di Grosseto – spiega Patrizia Siveri, assessore provinciale all’Ambiente e alle Aree protette – con la collaborazione del Gruppo Ornitologico Maremmano, che ha permesso fino ad oggi di rilevare in media 35 specie di uccelli acquatici per ogni stagione riproduttiva”.

Quest’attività di monitoraggio si inserisce nel più ampio piano di recupero ambientale che interessa l’area della riserva e si propone di catalogare tutte le specie di volatili che popolano la zona, sia i nidificanti, che quindi si riproducono in questo territorio, sia quelli che trascorrono qui soltanto i mesi estivi, i cosiddetti estivanti. Tra le specie più interessanti che si ritrovano nella Diaccia Botrona ci sono: il fenicottero, la sterna comune, il fraticello, il cavaliere d’Italia, l’airone cenerino, l’avocetta.

“Crediamo fermamente nel nostro territorio e nelle sue peculiarità naturalistiche – continua l’assessore Patrizia Siveri – e siamo  impegnati a salvaguardarlo renderlo sempre più fruibile, lavorando in un’ottica di conservazione e di sostenibilità. La Provincia di Grosseto gestisce un immenso patrimonio ambientale, ricco di zone umide, tra le quali le più importanti sono la Laguna di Orbetello e la Diaccia Botrona, aree che vanno tutelate perché svolgono un ruolo essenziale anche nella conservazione della biodiversità. In questo senso, quindi, i censimenti rappresentano una importante verifica del lavoro svolto fino adesso”.

 

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