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Confartigianato: “Ci attendono mesi difficili. Le imprese strangolate da Imu Irpef e Ires”

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GROSSETO – “Gli imprenditori vengono strangolati dalle scadenze fiscali (i prossimi pagamenti di Imu, Irpef e Ires) e dai ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione.” Ad affermarlo la Confartigianato che attraverso il suo segretario generale continua: “La situazione sta precipitando – spiega Mauro Ciani – i prossimi mesi, giugno e luglio saranno difficili, il rischio è di arrivare a un punto molto pesante che potrebbe mettere a repentaglio la sopravvivenza di molte piccole imprese e la coesione sociale. Dobbiamo cercare risposte adeguate, anticipando l’accoglimento della direttiva europea nel marzo 2013, per consentire la compensazione tra i debiti fiscali e i crediti che le imprese vantano nei confronti dello Stato: questa potrebbe essere una prima e concreta soluzione per rimettere in circolo liquidità sia per il sistema delle imprese che per il sistema bancario. Con le elezioni amministrative si è fermato tutto – aggiunge Ciani – persino il disegno di legge sul lavoro. E invece tutti i problemi sono aperti, anche il tentativo di fare l’accordo sul credito con Abi e ministero dello Sviluppo per dare ossigeno alle imprese. In campo c’erano solo buone intenzioni. Ma la situazione è kafkiana: il debitore pubblico non paga per evitare che il debito diventi conclamato e vada a peggiorare i conti nazionali. Si tratta di una cifra enorme, 100 miliardi di euro dovuti dallo Stato per acquisti”.

Numeri esorbitanti a fronte dell’aumento della pressione fiscale e del sostanziale blocco del credito concentrato sulle piccole imprese. “Insomma – sottolinea la Confartigianato  imprese Grosseto – i soldi da prendere non arrivano, quelli da pagare aumentano e per “passare la nottata” prima si ricorreva al credito: al momento questa possibilità non esiste o al più è a caro prezzo. Quindi – continua Ciani – la nostra proposta è la seguente: non ci interessa certificare crediti per andare in banca, ma chiediamo che vengano direttamente compensati. Equivarrebbe a una iniezione di liquidità, allentando tensione drammatica in questa filiera che non sta più funzionando. Tra l’altro sarebbe una proposta temporanea perché entro marzo 2013 dobbiamo recepire la direttiva sui tempi di pagamento, passando da tempi medi di 180 giorni a 30-60 giorni. Ma i guai li abbiamo oggi: dobbiamo anticipare la compensazione, per non trovarci tra un mese a dire che la situazione è drammatica. Ci sono già le condizioni – conclude Ciani – per sapere che giugno e luglio saranno mesi difficili”.

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