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La Libreria di Simone: i sognatori e i bambini

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a cura di Simone Pazzaglia

Oggi la mia rubrica è dedicata ai sognatori e ai bambini in un certo qual modo.
E allora ecco che spuntano le fiabe, sintesi di un’Italia senza confini immersa in un universo che trascende tempo e luogo.
Con le fiabe siamo cresciuti più o meno bene, a volte con la speranza di trovare un principe azzurro, la lampada magica che avvera i desideri, i finali a lieto fine, i lupi che non digeriscono le nonne, i cacciatori che sventrano, i nani che convivano impudicamente con una narcolessica, con i bambini a cui si allungano parti del corpo alla Siffredi, e così via.
Parlando di fiabe, (da leggere magari ai bambini che non vogliono dormire) non posso non consigliare quelle che io considero le fiabe per eccellenza ovvero quelle di Calvino.
Un paziente lavoro di collezione e classificazione che tenne impegnato il grande scrittore per ben due anni portando alla nascita una raccolta proveniente dalle diverse tradizioni regionali d’Italia.
In un certo qual modo, rileggendole a mio figlio, ho avuto la sensazione di ripetere quell’arte che mio zio, grande narratore oltre che bevitore (unendo le due cose veniva fuori della roba esplosiva che mi ha contagiato), mi raccontava da bambino nelle giornate di pioggia in cui non si poteva uscire. Una fra tutte che richiedevo in continuazione era quella di “Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno”.
Le fiabe non sempre sono a lieto fine, a volte lasciano un senso di incompiuto, e spingono a vedere la realtà nelle sue svariate sfumature a volte prive del “…e vissero felici e contenti” con cui si vuol condire sempre la vita dei più piccoli.
Oltre alle fiabe, mi verrebbe da consigliare sempre rimanendo su Calvino, il Marcovaldo; uno dei più bei romanzi della nostra letteratura.
Ogni sera qualche pagina, prima di addormentarsi, un esercizio di riflessione da condividere con i più piccoli in modo da metterli immediatamente a contatto con il mondo della grande letteratura.

Rimanendo sul tema della fiaba, intesa anche come regno del surreale e dell’onirico mi sento di presentarvi un giovanissimo autore il cui nome è Walter Lazzarin con il suo primo romanzo dal titolo “A volte un bacio”.
Una storia d’amore innanzi tutto, raccontata in forma epistolare, che proietta chi legge in un mondo assurdo, quasi onirico, un luogo di fantasia su un’isola separata dal resto del mondo.
Qui personaggi eccentrici e misteriosi si muovono in un mondo regolato da leggi assurde ma che a un attento esame non sembrano poi alla fine così tanto inverosimili.
Credo che Lazzarin sia riuscito in questo romanzo a trasmettere concetti poetici e profondi con un linguaggio quasi fiabesco e con una semplicità e schiettezza difficilmente riconoscibile negli autori contemporanei.
Mi sento vivamente di consigliare questo tipo di lettura che mette fame e impedisce a chi legge di riprender fiato.

Buona lettura a tutti!
Simone

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