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Scontro a fuoco: si cercano impronte e una corrispondenza per i bossoli foto

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di Barbara Farnetani

TIRLI – È ancora caccia all’uomo da parte dei Carabinieri di Grosseto che stanno battendo il territorio per trovare indizi utili a consentire di rintracciare i due banditi che ieri, tra Tirli e il Grilli, hanno aperto il fuoco contro una pattuglia dell’arma. Momenti concitati, che hanno riportato la memoria all’attacco al portavalori a Massa Marittima, quando a perdere la vita fu l’agente di vigilanza Raffaele Baldanzi. Questa volta fortunatamente non ci sono stati feriti, ma forse è stato solo l’occhio esperto della pattuglia di carabinieri di Buriano a impedire il peggio. I militari hanno notato il furgone nella zona dell’Ampio, insospettiti hanno tentato di fermarlo, e per tutta risposta si sono visti sparare addosso tre raffiche. I due militari hanno risposto al fuoco, ma i banditi sono riusciti a far perdere le proprie tracce. Il pick-up è stato poi rinvenuto in una strada di campagna. Probabilmente i due malviventi lo hanno abbandonato per proseguire su un altro mezzo, forse un fuoristrada, anch’esso rubato, rinvenuto più tardi.

Le indagini degli uomini del Capitano Edoardo Campora, dicevamo, sono aperte in ogni direzione: i due mezzi rubati e utilizzati nella fuga dai malviventi, il furgone e l’auto rinvenuta a Pian D’Alma, saranno analizzati minuziosamente, alla ricerca di tracce e impronte digitali, dai reparti di investigazione scientifica dell’arma. Gli esperti balistici dovranno anche analizzare i bossoli ritrovati sul luogo della sparatoria, proiettili probabilmente di un’arma automatica visto che sembra siano state sparate alcune raffiche. I bossoli saranno poi confrontati con quelli negli archivi degli inquirenti per valutare se la stessa arma sia stata utilizzata in altri teatri criminosi. Presumibilmente i militari indagheranno anche sulle celle telefoniche: se il cellulare di uno dei malviventi fosse stato in funzione nei minuti precedenti la sparatoria, potrebbe essere stato agganciato dai ripetitori della zona e gli inquirenti potrebbero così risalire al nome del titolare della scheda telefonica. Indagini aperte in ogni direzione dunque, e bocche cucite da parte dei carabinieri, come è ovvio in questi casi. Intanto la caccia all’uomo continua.

 

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