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Cgil Cisl e Uil: gestione associata di funzioni e servizi, quale futuro per le Colline del Fiora?

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GROSSETO – In base alla normativa vigente, gli Enti fino a 1.000 abitanti – e quelli compresi tra 1.001 e 5.000 – con modalità e tempi diversi, hanno l’obbligo di associare le funzioni amministrative ed i servizi pubblici comunali entro tempi molto stretti, anche se di recente prorogati dal decreto Milleproroghe 2012. Con qualche preoccupazione per quello che succederà nella zona delle Colline del Fiora, i tre segretari Lorenzo Centenari (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Gianni Baiocco (Uil), hanno scritto al presidente dell’Unione dei Comuni delle Colline del Fiora, al sindaco di Sorano, e ai candidati sindaco di Manciano e Pitigliano.

«Per quanto nelle Colline del Fiora esistano già forme di gestione associata garantite dall’Unione dei Comuni – scrivono i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil – riteniamo che stia alla politica trasformare un semplice obbligo di legge in un’opportunità, con il doppio obiettivo, pienamente condiviso dalle parti sociali, di migliorare la qualità dei servizi pubblici offerti alla comunità e di garantire il mantenimento di posti di lavoro sul territorio.

Nonostante i ripetuti solleciti di parte sindacale, il fatto che a oggi l’associazione dei servizi non sia materia di confronto, – continuano – comporta il rischio che si ottemperi al solo obbligo di legge rinviando scelte che, se non fatte per tempo e in modo adeguato, finirebbero per creare incertezza tra i lavoratori e per indebolire il sistema dei servizi in tutto il territorio delle Colline del Fiora, già messo duramente alla prova dai tagli degli ultimi anni».

Centenari, Milani e Baiocco, poi, consapevoli che si sta per votare in due dei tre Comuni che fanno parte dell’Unione, sottolineano che «le organizzazioni sindacali confederali e di categoria ritengono un diritto dei cittadini/elettori conoscere se e come le coalizioni intenderanno associare le funzioni al fine di migliorare i servizi e razionalizzare la spesa pubblica sui rispettivi territori. Motivo per cui questi indirizzi dovrebbero essere chiari sin dai programmi elettorali e dai momenti di confronto che si terranno in campagna elettorale. Per questo – concludono i tre segretari – auspichiamo che all’indomani della tornata elettorale, si comprenda l’urgenza di affrontare la questione con l’istituzione di un tavolo di confronto».

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