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Gavorrano Democratica, Tutini: «abbiamo fatto un’opposizione costruttiva» foto

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GAVORRANO – Prosegue l’iniziativa de ilgiunco.net dedicata alla politica locale. Sulle nostre pagine questa volta a parlare è Ester Tutini, capogruppo di Gavorrano Democratica, alla sua prima esperienza in politica: siede tra i banchi dell’opposizione.

A Maggio si taglierà il traguardo del primo anno di legislatura. Come ha vissuto fino ad oggi questa esperienza?
«Il giorno dell’insediamento del Consiglio Comunale ricordo di aver provato una grande emozione e di aver sentito profondamente la responsabilità dell’impegno. Pur all’opposizione, ero consapevole del ruolo che ero stata chiamata a svolgere rappresentando una cospicua percentuale della popolazione gavorranese (21%) che alle elezioni amministrative aveva dato fiducia alla lista di Gavorrano Democratica».

Che cosa è per lei e come lo vive il suo impegno in politica?
«Pur essendo alla mia prima esperienza amministrativa, il mio impegno per circa un ventennio nella Pro Loco mi ha sicuramente reso sensibile ai problemi del nostro territorio. Pur non essendoci nata, vivo qui da 25 anni, l’attività nel volontariato mi ha permesso di conoscere di questo Comune le potenzialità e le criticità, mi ha permesso di apprezzarne le risorse ambientali, culturali e umane, mi ha reso consapevole di vivere in un territorio vario e ricco con grandi possibilità di sviluppo, dove la politica deve mettere in campo idee nuove volte a dargli un futuro, progettare, scegliere e realizzare stabilendo di volta in volta le priorità. E’ pur vero che la crisi economica nella quale siamo sprofondati, i tagli fatti agli Enti Locali, ammanettati dai bilanci e messi in ginocchio dal patto di stabilità, l’impoverimento della popolazione e l’aumento delle famiglie che per poter sopravvivere si rivolgono ai servizi sociali, rischiano di immobilizzare l’azione amministrativa; dobbiamo auspicare che il Governo accolga le istanze dell’ANCI, riveda le regole sul patto di stabilità e destini ai Comuni una percentuale maggiore dell’Imu».

Lei si è affacciata per la prima volta nella politica attiva nel 2011. Se lo aspettava così, è più meravigliata e più delusa?
«Sono convinta che il sale della democrazia sta nel confronto e di confronti ne ho visti diversi in questo periodo tra un gruppo di maggioranza molto coeso e tre gruppi all’opposizione. Alcune volte le posizioni divergenti hanno portato a discussioni abbastanza accese, talvolta troppo, comunque sempre meglio di ciò che accade spesso nelle aule del nostro Parlamento. Quelle risse si che mi deludono, soprattutto perché penso al cattivo esempio che ne ricevono le giovani generazioni».

Il suo gruppo politico Gavorrano Democratica nel corso di questi primi mesi di legislatura ha stretto una alleanza con l’Api (Alleanza per l’Italia). Come sta andando questo percorso condiviso?
«La lista civica Gavorrano Democratica si è presentata alle ultime elezioni amministrative senza connotazioni politiche, rappresentata da un gruppo di persone che con esperienze, competenze e tendenze politiche diverse si sono riunite intorno ad un progetto per Gavorrano. E’ su questo progetto che abbiamo stretto l’alleanza con l’Api che oggi per noi rappresenta un sostegno politico importantissimo e contribuisce alla determinazione delle posizioni e delle scelte all’interno della nostra struttura».

Volendo tracciare un bilancio della sua attività, come giudica questi primi otto mesi?
«La mia attività che si esplica all’interno del Consiglio Comunale è concertata con la struttura di Gavorrano Democratica, ci riuniamo periodicamente e comunque ogni qualvolta viene convocato il Consiglio Comunale, prendendo in esame gli atti sugli argomenti all’ordine del giorno e stabilendo attraverso le nostre competenze e riflessioni le posizioni da tenere all’interno del Consiglio. Abbiamo cercato di dare fiducia alla maggioranza e ciò lo abbiamo dimostrato votando a favore sul bilancio. Abbiamo comunque votato contro quando lo ritenevamo opportuno, presentato un’interrogazione sul degrado dei centri storici e sulla chiusura della Sala Polivalente di Gavorrano. Ci siamo espressi attraverso la stampa su temi importanti quali l’autostrada e lo spostamento del Palazzo Comunale ai Bagnetti. In definitiva credo che abbiamo dato il nostro contributo alla vita politica del nostro Comune attraverso un’opposizione costruttiva».

Lei ha proposto una mozione per consentire la nomina di più assessori esterni in giunta: a che punto è l’iter per la sua eventuale approvazione?
«Ritengo che la mozione presentata garantisca un’organizzazione migliore e un funzionamento corretto dell’Amministrazione Comunale. Ho ritenuto opportuno ritirarla nella penultima seduta del Consiglio Comunale per modificare alcune parti. La mozione dovrebbe essere posta all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale, mi auguro che sia la maggioranza che l’opposizione l’accolgano favorevolmente non lasciandosi sfuggire questa occasione per rinnovare la macchina amministrativa».

Come sono stati i rapporti con la maggioranza e con le altre opposizioni?
«I rapporti sono stati generalmente corretti. Fondamentalmente seppur con una visione diversa, ciascuno di noi consiglieri, mette il proprio impegno e la propria faccia perché vuole portare il proprio contributo all’Amministrazione del proprio Comune».

Vicenda ineleggibilità e futuro della legislatura. Che cosa si aspetta lei?
«La Corte d’Appello di Firenze ha dichiarato l’improcedibilità dell’appello, spedendo il caso, dritto, dritto, in Cassazione. Chissà come andrà a finire? L’unica cosa che mi aspetto è che in qualche modo si metta la parola fine a questa storia. Gavorrano ha bisogno di certezze e stabilità di governo».

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