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«8 marzo: resistere, resistere». Il messaggio di Tiziana Tenuzzo

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GROSSETO –  «Le donne ormai non si fermano più – si legge nel messaggio che Tiziana Tenuzzo (nella foto), assessore provinciale alle pari opportunità ha voluto scrivere per la festa della donna -. Il processo di emancipazione femminile è un fiume in piena, inarrestabile, che sta modificando profondamente la società, nonostante i numerosi tentativi di ostacolare questo processo  da parte una cultura ancora fortemente permeata da stereotipi maschilisti.

E proprio nel momento in cui le donne iniziano ad acquisire una maggiore forza e consapevolezza nelle proprie capacità e riescono a raggiungere posizioni di potere che aumentano le resistenze all’emancipazione femminile, in termini di diritti lesi e di mancato riconoscimento del valore sociale ed economico della donna nella società.

Il mercato del lavoro in Italia è l’esempio tipico di queste resistenze: per le lavoratrici italiane è più difficile  fare carriera anche con una preparazione uguale e talvolta superiore rispetto ai colleghi uomini. Per la stessa ragione le donne sono sottopagate, e in tempi di crisi economica, sono le prime a subire gli effetti negativi della recessione, rappresentando la grande maggioranza dei lavoratori atipici e dei disoccupati che hanno perso ogni speranza di trovare un nuovo lavoro. Se a questo si aggiunge la difficoltà di conciliare tempi di vita e di lavoro per la mancanza di adeguati servizi alla famiglia si comprende come mai l’Italia sia al penultimo posto in Europa per tasso di occupazione femminile, seguita solo da Malta. Insomma, siamo un vero e proprio disastro per diritti calpestati e opportunità negate.

Partendo da queste dolorose riflessioni voglio celebrare l’8 marzo invitando tutte le donne a resistere,  e  a continuare a lottare.
Resistere alle resistenze. Resistere ad modello di società che  vuole delle superdonne  senza tuttavia  riconoscere economicamente e socialmente il valore del contributo che l’universo femminile sta dando al mondo. Resistere alla crisi che rende le donne sempre più deboli. Resistere ai pregiudizi più o meno latenti, che ostacolano la piena realizzazione della donna nel lavoro.

Dobbiamo pretendere politiche pubbliche più efficaci ed efficienti dal punto di vista dei servizi di assistenza e misure economiche specifiche per incentivare  le aziende ad assumere le donne. Dobbiamo lottare unite per far sentire la nostra voce e chiedere al Governo scelte più  lungimiranti».

 

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