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Interventi anti alluvione: cassa di laminazione a Scarlino e argini più forti

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FOLLONICA – Interventi per 14 milioni di euro sul corso dei fiumi Cornia e Pecora. Una parte dei lavori è stata già realizzata, l’altra è in corso o in fase di progettazione. L’incontro dell’associazione culturale follonichese La Pievaccia al casello idraulico è servito a fare il punto sul rischio idraulico presente sul nostro territorio e sui provvedimenti messi in atto dal Consorzio di bonifica Alta Maremma e dalle Amministrazioni locali (al tavolo dei relatori: Stefano Pagliara, docente dell’Universita’ di Pisa, Alessandro Fabbrizzi, direttore del Consorzio Bonifica Alta Maremma, Giancarlo Vallesi presidente dello stesso Consorzio, Annarita Bramerini, assessore della Regione Toscana. Ha introdotto il dibattito Alessandro Maggi dell’associazione La Pievaccia).

Per quanto riguarda il Cornia (che sfocia nel piombinese) sono già partiti 3 lotti di interventi, dal valore di 6 milioni di euro (circa), tutti mirati a rinforzare l’argine. A disposizione del Consorzio di bonifica restano poi 1 milione e 600mila euro: i tecnici stanno valutando dove investire queste risorse.

Diversa la situazione per quanto riguarda il Pecora, che sfocia nel comune di Scarlino: “Il Consorzio – dice il direttore Alessandro Fabbrizzi – è in attesa che vengano sbloccati i 6 milioni e 500mila euro che serviranno alla realizzazione della cassa di laminazione in località Scopaione a Scarlino: si tratta di una grossa vasca da realizzare in una superficie di 35 ettari nella Piana del Casone. Il Comune ha già provveduto alla variante urbanistica e nei prossimi sei mesi, salvo imprevisti, sarà convocata la conferenza dei servizi (per discutere il progetto preliminare e apportare qualche modifica9 per poi procedere alla progettazione esecutiva. Insomma, tra un anno dovremmo indire la gara per l’assegnazione dei lavori”. E non solo, nella zona delle Colline Metallifere, è prevista anche la sistemazione degli argini della Gora e del Pecora.

Tutti i progetti sono stati supportati dalla relazione di Stefano Pagliara, docente dell’Università di Pisa, e commentati dai numerosi interventi dei presenti. Tra questi il sindaco Maurizio Bizzarri ha voluto dire la sua sulle nuove leggi regionali (che rientrano nella finanziaria) relative alle zone a rischio idraulico. “E’ vero – dice – nel 2011 in Toscana abbiamo assistito a due disastri dovuti alle alluvioni, quello della Lunigiana e quello dell’isola d’Elba. E’ giusto che vengano presi provvedimenti, ma purtroppo alcune norme approvate dalla Regione rischiano di penalizzare diverse province, tra cui la nostra.

A risentirne sono gli agricoltori che in molti casi sono costretti a rinunciare agli interventi edilizi per rafforzare le loro aziende”. A rispondere all’obiezione ci ha pensato l’assessore Regionale all’Ambiente Annarita Bramerini: “Ci impegneremo – spiega – a rivedere le eccessive restrizioni, che possono essere valide per alcune zone e non per altre. Purtroppo ci troviamo a fare i conti con i cambiamenti del clima di cui la Toscana sta soffrendo. Abbiamo assistito a due alluvioni e al contempo soffriamo l’eccessiva siccità. Un paradosso che ci chiede corposi interventi”.

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