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Autostrada, anche Borghi boccia le proposte Sat

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GAVORRANO – Non si tira indietro Massimo Borghi e sulla “questione Autostrada” manifesta tutta la sua contrarietà al metodo di confronto prospettato dalla Sat. Un comportamento inaccettabile e una proposta, quella di procedere per stralci che, secondo il sindaco di Gavorrano, deve essere rigettata. «Il progetto – scrive Borghi – non può e non deve essere portato avanti a stralci, in maniera frammentata, perché determina difficoltà a verificare compiutamente l’impatto economico-sociale, con riflessi negativi sul sistema urbanistico-territoriale, paesaggistico-ambientale, culturale e produttivo. Non possiamo accettare uno studio ambientale a stralci su un’opera di questa rilevanza, perché non permette di valutare in maniera compiuta il sistema di relazioni complesse che interessa la popolazione insediata sul territorio, rischiando di aumentarne le problematiche, invece di risolverle».

L’aspetto che preoccupa di più Borghi è la “divisione” dell’opera in due tronconi, nord e sud.  «Per i residenti del tratto nord – aggiunge Borghi -, comporterebbe il pagamento doppio della stessa infrastruttura, la prima già avvenuta con la fiscalità generale nella realizzazione e manutenzione della viabilità esistente, la seconda con il pedaggio per la trasformazione in autostrada, con tariffa molto elevata e con garanzie di sicurezza molto basse. Sospendere la VIA nel tratto a sud è quindi sbagliato e rischioso, considerando che rispetto all’intero progetto che interessa la provincia di Grosseto è senza dubbio quello caratterizzato da inadeguatezza e massima pericolosità».

Male anche la previsione per quanto riguarda la viabilità alternativa. «Il progetto SAT è caratterizzato dalla carenza di una reale ed adeguata viabilità alternativa, sono state snobbate totalmente le richieste avanzate dal territorio, senza neppure sfiorare la risoluzione delle problematiche connesse alla sicurezza del traffico locale».

Come già confermato con la firma della lettera inviata al Governo, Borghi è sulla stessa linea scelta dall’amministrazione provinciale e da altri sindaci maremmani: la richiesta è indirizzata a Regione e Ministero per non far accogliere «le “controdeduzioni” di SAT, in quanto provocatorie ed inefficaci rispetto alla conclusione del provvedimento amministrativo teso alla realizzazione di un’opera».

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