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Colletta Alimentare per la Caritas: la solidarietà che funziona

di Annalisa Mastellone

BAGNO DI GAVORRANO – Bilancio più che positivo per la “colletta alimentare” in favore della Caritas parrocchiale: raccolti chili di cibo per un valore di circa 400 euro. Soddisfatti i promotori Simone Pazzaglia e l’Associazione Commercianti Bagno di Gavorrano, che avevano lanciato l’iniziativa sul finire di gennaio invitando i gavorranesi a donare viveri di prima necessità per rifornire il “banco alimentare” gestito dalla Caritas diocesana diretta da Don Giuseppe, che a causa dell’incessante crisi è stato prosciugato dalla richiesta di cibo dell’aumentato numero di assistiti. Attualmente circa 180, che non hanno soldi per mangiare e far fronte alla vita quotidiana. Così, nel giro di nemmeno un mese, sono stati in tanti a dare il loro contributo, e notevole è
stato quello dei negozianti. Svariati infatti i chili di generi alimentari che sono stati portati al punto di raccolta (presso il negozio
“Abbigliamento Mirna”) da chi ha fatto la spesa o preso provviste da casa. Pasta, olio, sale, zucchero, scatolame e altri generi di alimenti e vivande che sono stati consegnati ai volontari dell’associazione parrocchiale, nella chiesa di San Giuseppe artigiano, e distribuiti alle decine di famiglie che purtroppo fanno i conti con la crisi più di altre.

«Siamo contenti per il risultato ottenuto dalla “colletta alimentare” – fanno sapere i promotori –. E’ un momento di crisi per tutti, e ringraziamo tutti coloro che hanno sostenuto la nostra iniziativa. Ognuno ha partecipato per quello che ha potuto, e sono stati soprattutto i commercianti a dare un grosso contributo. Nei giorni della raccolta abbiamo ricevuto tante buste con la spesa e con provviste da casa, che abbiamo quotidianamente consegnato alla Caritas. E’ c’è chi continua a portarne, anche se la colletta si è chiusa pochi giorni fa, il 15 febbraio. Possiamo dire che il valore del cibo raccolto è di circa 400 euro: non abbiamo pesato o quantificato gli alimenti perché di volta in volta, ogni giorno, li abbiamo subito portati in parrocchia per integrare il “banco alimentare” e dare la possibilità, via via, di distribuirli prontamente alle persone assistite. Che negli ultimi mesi sono purtroppo aumentate. Per questo – aggiungono i promotori – abbiamo in mente altre iniziative di solidarietà in favore della Caritas, con altre collette alimentari che organizzeremo nelle prossime settimane per dare un contributo alle famiglie che sono più in difficoltà di altre».

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