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Rifiuti, Pd: l’impianto delle Strillaie è l’occasione per chiudere il ciclo

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GROSSETO – La gara in corso per individuare il gestore unico dell’Ato Toscana sud si dovrebbe concludere entro il primo semestre 2013, e nel frattempo lavorerà a pieno regime l’impianto di selezione, compostaggio e produzione di Cdr realizzato da Futura Spa a Grosseto, in località Strillaie.

Sempre nello stesso periodo, l’Ato Toscana sud rivedrà il Piano interprovinciale dei rifiuti, per omogeneizzare le previsioni e definire meglio la rete impiantistica. A partire dal 4 maggio, infine, il Consiglio di Stato discuterà il ricorso di Scarlino Energia avverso la sentenza del Tar della Toscana, che su istanza del Comune di Follonica e di alcune associazioni ha sospeso il funzionamento dell’impianto di incenerimento.

In questo quadro in evoluzione, il Partito democratico della provincia di Grosseto ritiene prioritarie alcune scelte, sulle quali è importante costruire percorsi condivisi con amministratori, forze politiche, cittadini e imprese.

Il primo obiettivo è sicuramente quello della riduzione dei rifiuti, investendo in educazione e formazione per un consumo critico ed un nuovo modo di fare la spesa da parte dei cittadini.

L’altro è quello di differenziare e finalizzare il rifiuto tramite un aumento progressivo della percentuale di raccolta differenziata, oggi ferma in provincia a poco più del 28%, avendo cura che questa sfoci in reali processi di riciclo dei materiali.

Il tema dei costi non è una variabile indipendente, ma – aldilà delle diverse tecnologie disponibili – è fondamentale imprimere un senso di marcia più marcato in termini ambientali. Pertanto diventa fondamentale la questione dell’impiantistica, verso cui finalizzare la raccolta differenziata.

In questo senso centrale sarà il ruolo che potrà giocare l’impianto delle Strillaie, oggi fondamentale per produrre Cdr e compost di qualità, ma che ha le potenzialità per essere aggiornato con nuove linee produttive che valorizzino l’organico tramite un biodigestore anaerobico mentre l’indifferenziato e gli scarti della piattaforma di selezione potrebbero essere trattati in un apposito impianto di riciclo; il granulato che se ne ottiene infatti potrebbe essere utilizzato per manufatti edili e plastici da finalizzare alla vendita. Sappiamo anche, tuttavia, che per quanto si lavori in un’ottica di riduzione e riciclo del rifiuto, rimarrà comunque, alla luce delle tecnologie attuali, un parte destinata all’incenerimento e, in ultima istanza, alla discarica.

Quanto all’inceneritore di Scalino quindi, nel ribadire il valore dell’area industriale della piana di Scarlino, consapevoli che il comparto industriale e manifatturiero rappresentano una risorsa all’interno di un sistema economico integrato, dove turismo e commercio sono voci importanti ma che non bastano da sole a garantire occupazione buona, diffusa e stabile, sapremo dal pronunciamento del Consiglio di Stato se si renderanno necessari aggiornamenti tecnologici piuttosto che la revisione della procedura di Via.

In quest’ultimo caso, o se Scarlino Energia decidesse di avanzare nel frattempo una nuova richiesta di autorizzazione, questa dovrà essere esaminata con il massimo rigore possibile, ma anche con la certezza dei tempi del procedimento che va riservata a tutte le imprese che oggi sono in difficoltà e che pretendono di avere un rapporto corretto con una PA pronta, efficiente e rapida. Occorrerà accanto a questo rafforzare il sistema dei controlli pubblici, anche tramite un coinvolgimento diretto delle comunità e dei loro rappresentanti».

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