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Centrosinistra contro Pdl: no alle dimissioni, provocherebbero il commissariamento

GAVORRANO – A dieci giorni dall’udienza in Corte d’Appello sul caso ineleggibilità, fissata a Firenze per il 28 febbraio, il Centrosinistra Gavorranese replica alla richiesta di dimissioni di Massimo Borghi, avanzata dal Pdl alla fine di gennaio con una lettera indirizzata al primo cittadino (nella foto alcuni rappresentanti della coalizione del Centrosinistra Gavorranese).

Gli esponenti del Centrosinistra si dicono “allibiti” rispetto alla richiesta di dimissioni che definiscono «assurde». Con le dimissioni di Borghi il comune verrebbe commissariato «per oltre un anno» dicono dal Centrosinistra, che invece considera «per la comunità ed il territorio  (di Gavorrano, ndr) più vantaggioso essere amministrati da una giunta, un consiglio ed un sindaco democraticamente eletti» piuttosto che far commissariare il comune «fermando l’attività amministrativa e logistica con le ovvie conseguenze».

«Eventuali dimissioni del sindaco Borghi – spiegano gli esponenti del Centrosinistra -, che fossero arrivate il giorno successivo l’udienza di secondo grado provocherebbero l’arrivo immediato del commissario, evenienza contro la quale noi del centrosinistra gavorranese ci siamo sempre battuti e che abbiamo sempre descritto come evento da evitare per il nostro comune, che se si trova nelle attuali condizioni critiche è anche grazie ai 10 mesi di commissariamento causati da dimissioni di altro tipo».

«Gavorrano ed i gavorranesi – aggiungono – hanno bisogno di essere rappresentati da un’amministrazione attiva, presente, che lavori nell’interesse della collettività. Da sempre abbiamo confidato nella giustizia della magistratura e verrà accettato il verdetto finale, anche se sarà contrario, consci che il programma elettorale votato dalla maggioranza dei gavorranesi, possa proseguire con il lavoro del vicesindaco e della giunta fino alla data delle prossime elezioni. Se le sentenze della magistratura diranno il contrario, con la stessa onestà di fronte agli elettori si ripresenteranno, convinti che solo questo sia l’atteggiamento morale ed etico migliore».

«Strano – concludono riferendosi al Popolo della Libertà – come un partito che in questi anni è stato il principale artefice di leggi ad personam per agevolare gli intrighi del loro premier Berlusconi e dei suoi seguaci, tra cui ricordiamo Nicola Cosentino accusato di collusione con la camorra ed altri reati tra cui il riciclaggio di rifiuti tossici, possa oggi sventolare la bandiera della legalità a Gavorrano contro un sindaco reo solo di aver consegnato un foglio in ritardo».

 

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