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Stampa libera a rischio: è il grido di allarme lanciato da Sel foto

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di Barbara Farnetani

Bagno di Gavorrano – “Abbiamo bisogno di una stampa libera, perché un popolo ignorante è più facile da controllare, e questo, nel 2012, non possiamo proprio permettercelo”. L’affermazione è di Nicola Menale, segretario di Sel, Sinistra ecologia e libertà, per il comune di Gavorrano. L’occasione, un incontro che si è svolto a Bagno di Gavorrano, incentrato sul tema della libertà di stampa e a cui hanno partecipato Piero Sansonetti, Direttore del settimanale “Gli altri” e del quotidiano “Calabria ora”, e Salvatore Cannavò, giornalista del “Fatto quotidiano”, mentre solo all’ultimo istante Marzio Fatucchi, del “Corriere fiorentino”, ha dovuto rinunciare ad essere presente all’incontro.

L’iniziativa parte dalla classifica di “Freedom House”, organizzazione non governativa, che ogni anno pubblica un rapporto sulla libertà di stampa nel mondo, e che pone l’Italia al 75° posto nel mondo “nella stessa posizione della Namibia” ha sottolineato Daniele Reali che ha moderato l’incontro “L’unico paese dell’Europa occidentale ad essere definito parzialmente libero” ha aggiunto.

“C’è una totale sudditanza dei giornali al potere – afferma Cannavò – sino a poco tempo fa si affermava che dipendesse dalla presenza di Berlusconi – continua – ma adesso che al governo c’è Monti la situazione non è cambiata: il 90% dei giornali lo ha presentato come la migliore alternativa possibile” .“In Italia dieci testate si prendono la quasi totalità del mercato e delle copie in circolazione. Purtroppo – aggiunge Cannavò – anche sulla stampa on-line si sta replicando questa situazione, per questo la questione delle risorse è fondamentale, i finanziamenti non devono venire meno, bisogna solo controllare come vengono gestiti”. “I soldi – dice ancora Cannavò – devono andare a chi dà lavoro e poi un criterio importante è anche la diffusione, infine – conclude – serve un giornalismo critico, che non abbia riguardo per il potere”.

“L’informazione ha bisogno di mezzi – si legge nella nota che Marzio Fatucchi ha inviato via e-mail – senza ti devi fidare delle veline. Occorre che il giornalismo resti una professione e che non sia in balia della precarietà, o non ci sarà libertà”.

“Io non credo alla classifica di “Freedom house” – aggiunge Piero Sansonetti – non è vero che in Italia non c’è libertà di stampa, è che abbiamo un’informazione sottoposta al potere, e questo è normale visto che l’Italia è l’unico paese in cui il Presidente del Consiglio, Mario Monti, è un editorialista del Corriere della sera, il più importante gruppo giornalistico del paese.” “Negli anni ’70 c’è stata una grande stagione per il giornalismo – afferma ancora Sansonetti – la stampa era piena di idee, si facevano le grandi inchieste, una grande stagione che è finita con gli anni ’80. Se non crescerà un nuovo ceto di giornalisti per la stampa italiana non vedo futuro”. “Negli USA il sistema partitico è debole, finalizzato alle elezioni, e il dibattito pubblico è da sempre affidato ai giornali – sottolinea Sansonetti – in Italia son stati i partiti a garantire la democrazia mentre i giornali si sono posti in una posizione subalterna. Con lo sgretolamento dei partiti tipico della seconda repubblica i giornali sbandano e nasce la stampa di partito: la crisi dei giornali nasce da qui, da tangentopoli. In quel periodo i giornali dirigevano il paese, i direttori concordavano i titoli per il giorno dopo, decidendo se affossare o esaltare una legge. Infine la battaglia dei gadget e delle videocassette: e quella – conclude Sansonetti – è stata la tomba definitiva per il giornalismo”.

“L’informazione in Italia è pilotata – ha aggiunto il sindaco di Gavorrano Massimo Borghi – tutto è uniformato: giornali, tv, poiché i ‘passatori di notizie’ sono sempre gli stessi, si fanno le notizie con le veline, ma la stampa – conclude il Sindaco – non può essere asservita al potere”.

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