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I naufraghi del Giglio e la solidarietà di Giuncarico

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di Barbara Farnetani

Giuncarico – Pantaloni, camicie, giacconi, biancheria. Mancava tutto ai naufraghi della Concordia, la nave della Costa Crociere che si è arenata nelle acque antistanti al porto del Giglio. Il suo equipaggio, composto perlopiù da Filippini, Indiani, Bengalesi, nel naufragio ha perso ogni cosa, il lavoro, il poco denaro, i beni personali. Per questo tutta la Maremma, attraverso la Croce rossa, si è attivata in una gara di solidarietà, per raccogliere tutto quanto potesse essere utile ai circa mille tra uomini e donne alloggiati nelle strutture ricettive di Marina di Grosseto, e in attesa di essere trasferiti a Roma prima, e nei rispettivi paesi di provenienza poi.

Anche l’associazione giuncarichese “il Mandorlo” si è subito attivata attraverso la sua Presidente, Stefania Luschi, che ha promosso tra i compaesani una raccolta di abiti usati. L’associazione ha poi stanziato una somma di 100 euro per l’acquisto di biancheria nuova. «Abbiamo avuto poco tempo – affermano dall’associazione – altrimenti avremmo trovato anche le scarpe».

A farsi da tramite tra la Croce Rossa e l’associazione il Parroco di Giuncarico, Don Fabio Pagnin, che si è anche fatto carico di trasportare il materiale raccolto a Marina dove, sino a lunedi scorso, si trovavano alloggiati i naufraghi. «Li ho trovati sereni – ha affermato Don Fabio parlando del personale della nave – pieni di speranza, sembravano sorpresi, grati della solidarietà e della vicinanza che dimostravamo loro, mi hanno aiutato a scaricare l’auto senza dimostrare scoramento o disperazione». Martedi poi i circa mille membri tra equipaggio e personale della Concordia sono stati trasferiti in un Hotel di Roma in attesa di un volo che li riportasse a casa.

Daniele Reali
18 Gennaio 2012 alle 17:54
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