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Videopoker, Vigni (Pd): «Borghi paghi le spese»

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di Annalisa Mastellone

Gavorrano – “Legittimo l’intento con cui il sindaco ha motivato l’emanazione dell’ordinanza, ma il Tar è stato chiaro a riguardo: Borghi ha firmato impropriamente un atto che può nascere solo pericoli di salute e incolumità pubblica, ma non ne aveva il potere”.  Con queste parole il segretario dell’unione comunale del Pd, Massimo Vigni, commenta la recente sentenza con cui il Tar ha annullato l’ordinanza sindacale sui “videopoker”.

“Tra l’altro – ha aggiunto Vigni -, e lo abbiamo detto sin dal primo momento, l’ordinanza è stata costruita dal sindaco senza concertazione, né politica né con enti e soggetti competenti in materia di gioco lecito e dipendenze compulsive. A questo proposito voglio ricordare cosa disse Filippo Torrigiani, assessore del Comune di Empoli, quando tenne a Bagno un interessante dibattito sul tema delle dipendenze organizzato dal Pd gavorranese: è importante che per contrastare il fenomeno si giunga a un atto condiviso da esercenti, Asl, associazioni e istituzioni coinvolte, in modo che venga poi accettato indistintamente da tutti i soggetti interessati senza creare problemi. Ci auguriamo a questo punto che le spese relative alla sentenza (oltre a quelle legali di 1.500 euro, c’è da quantificare il danno economico del bar “Boccondivino” per il mancato incasso nel periodo di applicazione dell’ordinanza) vengano pagate da Massimo Borghi e non dall’amministrazione.”. Il problema sociale segnalato da Borghi, aggiunge ancora Vigni, sembra essere un fenomeno per fortuna limitato a pochi casi, come confermato anche dalle motivazioni del Tar. “E’ un fenomeno abbastanza circoscritto, che merita attenzione e vigilanza senza dubbio. Ma a Gavorrano – sottolinea il segretario comunale del Pd – il disagio sociale più allarmante è in maniera evidente quello della tossicodipendenza. Una piaga che coinvolge tantissimi giovani gavorranesi, e contro cui il Pd continuerà a lottare”.

Una posizione quella dell’unione comunale del Pd, in linea con quanto ha sempre sostenuto a riguardo la “democratica” Francesca Mondei. “Il Tar ha chiarito definitivamente che quell’ordinanza non poteva essere fatta – ha ribadito il capogruppo di “Insieme per Gavorrano” -. Un atto che ha deciso il sindaco da solo, senza coinvolgere la squadra di governo e gli attori in causa”.

E dall’opposizione, si registrano anche le dichiarazioni del centrodestra. “Le sentenze sono abituato a commentarle per ragioni professionali, in altre vesti – ha dichiarato l’avvocato Jurij Di Massa, capogruppo del “Centrodestra Gavorranese” -, vieppiù in quella di consigliere comunale, ritengo che le sentenze non vadano commentate ma semplicemente rispettate. Provo da sempre profonda avversione per il gioco d’azzardo in ogni sua forma, figuriamoci per quelle macchinette infernali, trovo che siano una inaccettabile tassa sull’ignoranza. Tuttavia non posso esimermi dal difendere la libertà degli individui di fare della loro vita ciò che vogliono, pertanto sarei contrario a qualunque forma di limitazione della libertà, in ogni settore della vita civile. In breve, ogni ingerenza dell’amministrazione pubblica nella vita dei privati, ove non strettamente necessaria, la trovo mera privazione di libertà e non mi piace”.

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