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Geoparco, il futuro del territorio è legato anche al suo sviluppo

Massa Marittima – La sfida più grande è la complessità. Per combatterla servono giovani innovativi, pronti a mettersi in rete per diventare competitivi. Questa la tesi sostenuta da Giovanni Padroni, professore ordinario del dipartimento di Economia aziendale e membro della facoltà di Economia e Commercio dell’università di Pisa, che ha preso parte al convegno organizzato dal Rotary Club di Massa Marittima a Palazzo dell’Abbondanza.

Un’iniziativa pensata dal presidente dell’associazione Anna Montemaggi nell’ambito della manifestazione provinciale “La città visibile” per discutere le linee di indirizzo sullo sviluppo del Parco nazionale tecnologico e archeologico delle Colline Metallifere (dal 2010 inserito nella rete Unesco), avvalendosi del parere di uno dei massimi esperti di economia del panorama italiano. “L’impatto del parco – dice Padroni – è molto più grande di quello che noi tutti pensiamo: ecco perché l’Unesco ci chiede di capire in che modo questo bene può diventare il motore di diverse filiere, dal commercio, al turismo fino alla cultura, l’arte e la tecnologia. Dobbiamo ideare un Piano di gestione che non guardi solo alla Maremma, ma oltre i confini, anche nazionali. Non basta pensare ai posti di lavoro che il parco può direttamente dare: è necessario guardare e approfondire tutte quelle opportunità nuove, le relazioni più disparate che grazie a questo patrimonio possono nascere nella zona. Insomma, mettere in rete economia, territorio e turismo”. E la sfida è nelle mani delle nuove generazioni: “I giovani devono essere competitivi, innovativi – conclude Padroni -: non devono ragionare con la testa dei genitori o dei fratelli maggiori. Loro hanno e avranno a che fare con questo sistema complesso, con queste innovazioni frenetiche mai viste in passato. Devono domare l’incertezza facendo rete, guardando avanti”.

Al convegno ha preso la parola anche il presidente del Geoparco, Luca Agresti, che ha evidenziato il valore del riconoscimento Unesco, che proietta le Colline Metallifere all’estero. “La necessità principale del parco – spiega – è uscire da questa condizione di provvisorietà: dobbiamo dotarci di uno statuto e su questo stiamo lavorando. I posti di lavoro? In passato le miniere hanno garantito occupazione, sarà molto difficile offrire (ovviamente in chiave diversa) gli stessi posti di un tempo. Per questo dobbiamo puntare sul turismo, sull’indotto, anche con l’apporto delle risorse dei sette Comuni che partecipano al progetto: le premesse ci sono, basti pensare che nel 2010 il parco ha ricevuto 85mila visite”. Tra i presenti al convegno anche il presidente della Provincia Leonardo Marras e l’assessore regionale Annarita Bramerini.

Hanno dato il benvenuto al professor Padroni il presidente del Rotary Club Anna Montemaggi, Olindo Cini (assistente del Governatore Distretto 2070), Costanza Soprana (presidente dell’associazione culturale Art@ltro), una rappresentanza dei soci del Rotary Club di Massa Marittima, il sindaco Lidia Bai, il vice Franco Donati, Nicola Ottaviano (preside della scuola media superiore di Massa Marittima), Alessandra Casini (direttore del Parco nazionale delle Colline Metallifere), Sandro Poli (rettore della società dei terzieri massetani).

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