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Il futuro dei comuni, Borghi: sì alle gestioni condivise

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Gavorrano – Riassetto delle autonomie locali: da Gavorrano, dal sindaco Massimo Borghi, arriva la proposta di puntare sulle gestioni condivise. In un momento in cui gli enti locali sono messi a dura prova da tagli attuati a livello centrale e con le nuove prospettive che vengono offerte dalla recente normativa sia nazionale che regionale, l’idea è quella di dare attuazione ad una più forte e solida collaborazione istituzionale tra i comuni. Un’idea quella di Borghi che è già stata discussa e condivisa dalla sua giunta e che nei prossimi giorni sarà portata all’attenzione del centrosinistra gavorranese.

«Ad oggi il Comune di Gavorrano – spiega Massimo Borghi -, che ha una popolazione superiore ai 5.000 abitanti , non è direttamente obbligato a formare né “l’Unione dei Comuni” , che interessa invece i Comuni delle ex Comunità Montane, né a stipulare convenzioni per l’ esercizio associato di funzioni fondamentali. Il Comune di Scarlino invece avendo una popolazione inferiore ai 5000 abitanti ha l’obbligo normativo di convenzionare due funzioni fondamentali ed ha richiesto espressamente di potersi associare con il Comune di Gavorrano. Tale richiesta è stata accolta positivamente sia dal sottoscritto che dall’intera Giunta comunale ed è sembrata molto interessante aprendo nuovi scenari sulla gestione di alcuni servizi importanti. Il Comune di Gavorrano è legato a quello di Scarlino da varie forme associative quali quelle del servizio di segreteria generale , quello della gestione delle Bandite, quello della gestione del sociale ed inoltre da rapporti di vicinanza territoriale , ma soprattutto dall’antico legame di essere stati uniti in un unico Comune sino all’anno 1961».

«Pensando al futuro -prosegue Borghi – , anche alla luce della imminente legge regionale, intravedo un assetto istituzionale profondamente diverso, nel quale si privilegiano le gestioni condivise su materie che ad oggi vengono gestite separatamente da ogni Ente. Proprio in questa prospettiva mi chiedo se anche i Comuni di Follonica e Castiglione della Pescaia possano essere d’accordo, ancorché ad oggi la legge non glielo imponga, ad affrontare un ragionamento che si indirizzi su questa nuova linea. Molte caratteristiche ci accomunano sia a Follonica che a Castiglione della Pescaia. La contiguità dei territori , le radici storiche, la partecipazione in forma associata ad importanti gestioni. Con Scarlino e Follonica condividiamo già la gestione e la programmazione del geoparco dell’Unesco con ottimi risultati. Guardando al futuro nella nuova ottica, ritengo che anche Castiglione della Pescaia con la sua grande ricchezza di storia e cultura etrusche, potrebbe entrare a farne parte ed apportare un ulteriore accrescimento alla già grande importanza del parco .

«I quattro comuni – aggiunge Borghi – fanno parte delle “strade del vino di Monteregio” ed in tutti i nostri territori sono posizionate cantine di grande pregio che già sono in contatto tra loro, che potremmo mettere ancora più in sinergia attraverso sistemi di integrazione fra le attività agricole e le attività di commercializzazione dei prodotti che possono rivitalizzare le aziende locali. Scarlino, Follonica e Castiglione della Pescaia possono offrire una costa ed un mare di grande qualità, Gavorrano un entroterra ricco di stupendi territori collinari e di vestigia dell’importante passato minerario. Potremmo puntare quindi ad una valorizzazione turistica e ad un turismo di grande qualità coordinando politiche turistiche e del territorio comuni, rendendo in tal modo possibile e credibile un riequilibrio tra costa ed interno nel rispetto del nostro meraviglioso ambiente e del nostro passato storico con il fine comune di migliorare i servizi e la qualità della vita dei nostri concittadini. Potremmo infine affrontare insieme le problematiche e le emergenze di alcune zone del territorio, che senza dubbio esistono . Si formerebbe così un’entità vasta territorialmente capace di superare i 40.000 abitanti e di avere in tal modo un peso maggiore di quello che i 4 comuni, separatamente hanno, rispetto alle altre amministrazioni pubbliche: Provincia, Regione e Stato».

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