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Ineleggibilità, Pdl: «Borghi si faccia da parte»

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Gavorrano – Primi commenti dal mondo politico dopo la pubblicazione delle motivazioni che hanno portato il collegio giudicante del tribunale di Grosseto ad accogliere il ricorso presentato dal prefetto e a dichiarare Massimo Borghi ineleggibile. A prendere posizione è il circolo del Popolo della Libertà.

«La lettura delle motivazioni – si legge nel comunicato del Pdl – che spiegano la sentenza del tribunale di Grosseto che in data 15 settembre ha sentenziato la ineleggibilità del dipendente comunale Massimo Borghi alla carica di Sindaco, non lasciano ombra di dubbio. Il Borghi non ha ottemperato a quanto previsto dalla legge elettorale in materia di candidatura e perciò non può fare il Sindaco del Comune ove lavora come dipendente. Dura lex, sed lex (la legge è dura ma è la legge). In altri termini, anche se la legge importa gravosi sacrifici, bisogna sottomettervisi, poiché tutte le leggi – essendo un freno – importano un onere. Bene ha quindi operato la Prefettura di Grosseto, inoltrando il ricorso che ha portato a questo primo giudizio. E lo ha fatto senza clamori o rumori, muovendosi esclusivamente a tutela della legittimità, a garanzia del mantenimento della purezza istituzionale nella società civile».

«Certamente il Borghi – scrivono dal Pdl – ha pieno diritto di percorrere tutti i gradi di giudizio garantiti dalla legge. Solo alla fine di questo cammino potrà dirsi a pieno titolo se innocente o colpevole. Siamo sempre stati garantisti e rispettosi dell’operato della magistratura. E lo saremo anche in questa occasione. Ciò nonostante non possiamo non rilevare come sia ormai bloccato l’intero territorio comunale, come siano imbalsamati programmi e progetti, come sia frammentato e sbriciolato il clima di civica convivenza e di civile confronto all’interno della società gavorranese. Occorre ricordare qui – benché non appartenga alla nostra parte politica – come Gavorrano abbia sempre avuto nei tempi passati un rilevante grado di autorevolezza all’interno del contesto provinciale».

«Ebbene, da quando è nata la vicenda Borghi (2009) – concludono dal Pdl – la nostra comunità ha perduto gran parte della credibilità istituzionale guadagnata in passato (con amministrazioni di Sinistra sì, ma che avevano comunque ben presente in ogni momento il primario senso delle Istituzioni e non delle botteghe). Perciò, fatto salvo il giusto diritto del Borghi di difendere le sue residue ragioni – ammesso che ne abbia – in merito alla validità della sua candidatura fino al ricorso in Cassazione, non possiamo esimerci dal chiedergli un passo indietro. Prenda atto del primario interesse che ha la comunità gavorranese di crescere e di uscire dal pantano da lui stesso favorito. Riconosca l’errore commesso, ritorni a lavorare al suo posto, consentendo ai cittadini gavorranesi di ripartire e sperare almeno in tempi migliori.»

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Commenti

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  1. Scritto da Michele Carusi

    “Non è come nasci, ma come muori, che rivela a quale popolo appartieni”.

    Mr Pennetta