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Casa Maiani, storia infinita

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Dopo l’appello di Mario Maiani si muove anche il Partito Democratico: no alle polemiche, il partito vuole accelerare i tempi

di Daniele Reali

Gavorrano – La protesta di Mario Maiani ha sortito i primi effetti. L’amaro sfogo del benefattore di Caldana che in questi giorni ha riempito le pagine dei quotidiani locali, ha ottenuto già qualche risultato concreto: alzare l’attenzione su una vicenda che ormai si trascina da troppo tempo, quella della mancata apertura della residenza sanitaria assistita delle Basse di Caldana.

A Gavorrano tutti conoscono la storia del professor Maiani. Da sempre legato al suo territorio decise di finanziare la costruzione di una casa di riposo donando alla comunità anche il terreno su cui realizzarla. Una struttura all’avanguardia, progettata tenendo conto delle esigenze di quelli che sarebbero stati gli ospiti. La casa di riposo però, completata da tempo, non è mai stata inaugurata ed è rimasta un semplice edificio vuoto in attesa che le istituzioni e gli enti locali riuscissero a superare gli ostacoli della burocrazia e risolvessero il problema dell’affidamento della gestione.

Caldana: sopra l’edificio che accoglierà la Casa di Riposo per anziani. L’opera è stata finanziata da Mario Maiani, ma non è mai stata aperta

Una vicenda “all’italiana” , tanto che mesi fa, eravamo ad aprile, l’opposizione in consiglio comunale (per la precisione la “Lista Fabiano”) la etichettò come “sagra dell’inefficienza”. Da allora nonostante le promesse dell’ex sindaco Massimo Borghi niente è cambiato, niente di nuovo sotto il sole fino alla accorata protesta di Mario Maiani: il professore dopo tante promesse ha deciso di parlare e di chiedere che questa assurda “telenovela” gavorranese arrivi alla sua puntata conclusiva. E dopo il “grido di allarme” di Maiani è arrivata “puntuale” (non è proprio il termine più adatto da utilizzare in tutta questa storia) l’apertura da parte del Partito Democratico di Gavorrano a risolvere il prima possibile la partita sulla gestione della Rsa.

«La struttura “Casa Maiani” è completata da tempo – scrivono dal Pd di Gavorrano: la somma che il professor Maiani ha donato è stata utilizzata per realizzare la sua volontà, nei tempi programmati (progettazione, appalto, esecuzione dei lavori) per opere di questo genere. L’avvio della gestione, che grazie ad accordi intercorsi con Regione Toscana e Società della Salute, può contare sulla contribuzione a copertura della rete, è una priorità assoluta. L’argomento è stato infatti oggetto del primo incontro che l’ex capogruppo e gli ex consiglieri del Pd hanno avuto con il Commissario prefettizio, la dottoressa Filippi. In questo senso si sono mossi anche i nostri ex Assessori; i quali, già in piena crisi istituzionale, hanno chiesto all’ ex Sindaco la convocazione di un incontro di giunta per giungere all’approvazione di un’apposita delibera che consentisse l’affidamento diretto della gestione della casa di riposo all’istituto Falusi (azienda di servizi alla persona), tramite l’intervento della Società della Salute, per accelerare i tempi di apertura e di fruibilità di Casa Maiani. Il Pd non ha intenzione di aprire polemiche inutili sui ritardi, ma rassicurare i cittadini ed il professor Maiani, garantendo che il Partito si adopererà senza riserva affinché si riesca ad accelerare i tempi per giungere ad una soluzione definitiva».

Basteranno le rassicurazioni che arrivano dai democratici a tranquillizzare il professor Maiani? Pensiamo che questo sia il momento di chiudere per sempre questa vicenda, pensiamo che la prossima volta che qualcuno rimuove i cartelli con la scritta “vergogna” dalla recinzione della struttura di “Casa Maiani” sia per un giusto motivo e non per errore, magari perché si è deciso di aprire finalmente la casa di riposo, così come era nelle intenzioni del professor Maiani e così come merita la comunità di Gavorrano.

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