Quantcast

Casa di Riposo, Borghi: "Non siamo in Etipioa"

Più informazioni su

Gavorrano – La Casa di Riposo per anziani di Caldana non è stata dimenticata. Ad assicurarlo, dopo l’intervento di critica dei consiglieri di minoranza della Lista Fabiano, è direttamente il sindaco di Gavorrano Massimo Borghi che ha replicato alle parole di attacco dell’opposizione.

Caldana: sopra l’edificio che accoglierà la Casa di Riposo per anziani. L’opera è stata finanziata da Mario Maiani.

«Il bando per la gara di appalto – scrive Borghi – è pronto ed è costruito nel pieno rispetto delle norme – nazionali e regionali – dato che, nella struttura, saranno alloggiati anziani non autosufficienti, alla cura e al benessere dei quali dovranno essere tutti particolarmente interessati. Come ho avuto modo di dire in più occasioni, quella struttura non è un parcheggio in attesa della morte: gli ospiti dovranno essere accuditi e curati con grande professionalità e calore umano perchè sono persone, che pur in difficoltà fisica  e molto volte anche psichica hanno bisogno di assistenza vera e, ribadisco, di grande calore umano. Quindi il lavoro attento di Società della Salute, ASL 9, Comune di Gavorrano, anche nella predisposizione del Bando di gara per la gestione, mira proprio a questo. Molti degli Enti che Fabiano, capogruppo di “una nuova storia”, definisce “un caciucco strutturale al servizio della segra dell’inefficienza” nulla hanno a vedere con l’apertura della Casa di riposo delle Basse di Caldana.».

Borghi non ci sta agli attacchi della minoranza e tuona contro le parole della Lista Fabiano. «Da oggi non intendo più rispondere – spiega il sindaco – a polemiche pretestuose ed inutili, fatte per guadagnare qualche consenso, issando la bandiera del campanilismo, ricordo infatti che quella importante struttura sarà al servizio di tutto il nostro comprensorio e che la sua apertura abbatterà in maniera quasi totale le liste di attesa per gli anziani non autosufficienti, rendendo un servizio a 20 famiglie».

«Paragonare l’Italia all’Etiopia – continua Borghi – , come fa la lista “una nuova storia”, in merito alla vicenda della Casa di Riposo edificata grazie alla donazione di Mario Maiani di Caldana, appare un accostamento alquanto bizzarro oltre che molto incauto. Basterebbe chiedere qualcosa sull’Etiopia ai rifugiati politici etiopi che risiedono nel territorio del Comune di Gavorrano per avere uno spaccato reale della situazione di un paese dilaniato da guerre che durano decenni e da feroci governi dittatoriali che si susseguono al potere da almeno 40 anni, che hanno reso quel paese, insieme all’Eritrea e alla Somalia, uno dei più disastrati dell’intero Corno d’Africa. In un paese senza norme e senza regole tutto sembra facile, ma non basta l’apertura di un centro ospedaliero in 2 anni per dimenticare la reale situazione di un popolo. Certo, ad Adigat basta essere d’accordo con chi detiene il potere per poter rapidamente realizzare tutto, ma nel momento in cui il potere passa di mano ogni cosa cambia e tutto può essere rimesso in discussione».

«Viviamo in un paese democratico – conclude il sindaco -, dove, fortunatamente, vi sono delle regole. A queste regole, anche se in alcuni casi allungano i tempi, tutti ci dobbiamo attenere soprattutto quando servono ad alleviare le sofferenze delle persone. Non credo che la qualità delle norme che in Italia sovrintendono all’apertura ed alla tenuta di Ospedali, Case di Riposo, Scuole, Asili Nido etc, sia peggiore di quella di un paese come l’Etiopia, dove tutti i cittadini maschi debbono obbligatoriamente andare a combattere sui vari fronti di guerra per alcuni anni e dove la speranza di vita è meno della metà che nel nostro paese».

Più informazioni su

Commenti