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Gavorrano: da luglio "capitale" del Parco

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di Annalisa Mastellone

Gavorrano – È ufficiale: dal 1 luglio Gavorrano sarà il cuore pulsante del Parco nazionale tecnologico ed archeologico delle Colline metallifere. Il Consorzio che lo gestisce – di cui fanno parte il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dei Beni e le Attività culturali, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto, la Comunità Montana delle Colline Metallifere, e le sette Amministrazioni comunali di Follonica, Gavorrano, Massa Marittima, Montieri, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Scarlino, sul cui territorio si estende il Parco – trasferirà infatti definitivamente la sua sede dalla Provincia di Grosseto ai locali degli ex Bagnetti sulla collina di Gavorrano.

Sopra: l’edificio degli ex Bagnetti che accoglierà dal 1 luglio 2010 la sede del Parco Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere

Lo ha deciso il mese scorso la giunta comunale che, per mettere in atto quanto previsto dalla convenzione del 30 aprile 2009 – con cui si regolava la concessione, da parte dell’Amministrazione comunale, delle strutture e dell’apparato tecnico per la gestione del Parco al Consorzio che ne coordina le attività – l’ha modificata, con delibera del 17 marzo 2010, perché non riportava alcuna norma che indicasse i tempi tecnici necessari, dalla stipula in poi, ad attuare tutte le procedure di passaggio delle funzioni della sede del Parco dall’ente provinciale al Comune di Gavorrano, Insomma, un lavoro di trasferimento del genere non può essere fatto in pochi giorni. Ci vuole del tempo per far defluire tutto l’apparato burocratico da una parte all’altra, bisogna predisporre strutture e personale. Un impegno che l’Amministrazione porterà a termine il 30 giugno di quest’anno, data entro la quale la macchina municipale avrà adeguato le proprie strutture ed i propri mezzi al fine di ospitare la sede del Parco, che attualmente viene supportato, nei costi e nelle attività, dalla Provincia di Grosseto.

Sopra: la galleria centrale degli ex Bagnetti nel giorno dell’inaugurazione

«In considerazione delle difficoltà burocratico-organizzative di primo inserimento – si legge nella delibera di marzo – si conviene tra le parti che il Comune s’impegna al pieno rispetto della convenzione dal 1 luglio».
Sono quindi state avviate tutte le procedure di trasferimento, di cui si occuperà un gruppo di lavoro trasversale, formato da dipendenti scelti da Lucio Luzzetti, direttore generale dell’ente comunale, ed affidato alla responsabile del servizio di staff “Organizzazione e risorse umane” del municipio, Stefania Pepi.

La sede del Parco avrà come coordinatore tecnico Alessandra Casini, direttrice del Laboratorio Gavorranoidea, che gestisce le attività culturali del Comune. L’insediamento della sede del Parco presso la gli ex Bagnetti non comporterà alcuna spesa per le casse comunali, in quanto il Parco rimborserà le spese necessarie, e l’Amministrazione percepirà la quota prevista dalla convenzione per le attività di gestione, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 60mila euro all’anno.
La scelta di collocare le sede dell’ente che racchiude la storia mineraria di sette comuni maremmani presso gli ex Bagnetti a Gavorrano, è stata molto contestata da un gruppo di cittadini massetani, che nei mesi scorsi aveva addirittura lanciato un appello a tutte le istituzioni coinvolte nella gestione del Parco, per farne di Massa Marittima la sede legale ed amministrativa. «La nostra cultura – ha detto a vari quotidiani locali Lido Santini, coordinatore del Comasam, Comitato massetano salvaguardia archeologia mineraria di Massa Marittima, sostenuto anche da tanti suoi concittadini che amano il loro paese – è legata da millenni alla metallurgia ed all’arte mineraria, come testimoniano ancora la presenza di pozzi, gallerie, e la nascita dell’ Istituto tecnico minerario, degli archivi storici, e di importanti musei. Non ci sembra giusto che possa essere Gavorrano la sede principale del Parco. Lo statuto deve essere modificato e la presidenza andare a Massa Marittima».

Per questo c’era già chi prospettava una specie di ‘guerra di campanile’ tra le due cittadine maremmane nel contendersi la sede del Parco. Ma visto che il Comitato di gestione nel marzo 2008, aveva già approvato lo spostamento della sede a Gavorrano, come individuato dal Masterplan dello stesso, e vista la convenzione approvata dalla giunta comunale, non si può parlare di “guerra”, come aveva già giustamente detto il sindaco Massimo Borghi tempo fa.
Dunque ancora pochi mesi e lo storico edificio ex Bagnetti diventerà a tutti gli effetti la base operativa del Parco nazionale delle Colline Metallifere, fortemente voluto dalla comunità gavorranese per custodire il patrimonio storico ed il passato del proprio paese.

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