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Vite parallele

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di Daniele Reali

Finita la campagna elettorale è tempo di analisi e di riflessioni. Cosa cambierà dopo questo passaggio alle urne? L’interrogativo è d’obbligo e in questi casi anche chi ha scelto la via dell’astensione torna a chiedersi, in modo più o meno legittimo, che cosa succederà domani.
I numeri, quelli delle schede elettorali, non mentono mai e come abbiamo già messo in evidenza all’indomani del voto a Giuncarico e nel comune di Gavorrano il centrosinistra festeggia l’esito delle regionali grazie agli incoraggianti risultati e alle percentuali che confermano la forza dei partiti della maggioranza in consiglio comunale. A dire il vero insieme a loro c’è la novità rappresentata dall’Italia dei Valori che irrompe sulla scena politica locale rivendicando, proprio sulla base dei numeri, un ruolo all’interno del centrosinistra portando, in termini politici, acqua al mulino della coalizione fedele a Massimo Borghi (nella foto in alto).

Allargando la prospettive è facile fare un parallelo tra la situazione generale della politica italiana e quella della politica locale. Le urne nelle tredici regioni chiamate al voto hanno premiato il centrodestra e in particolare l’asse Berlusconi Bossi al nord e forse soltanto il premier al sud. Il Presidente del Consiglio (nella foto a destra) esce rafforzato da questa prova elettorale o almeno non ne esce con le ossa rotte, cosa che non si può dire del partito di cui è presidente, il Popolo della Libertà. Il Pdl è sembrato meno incisivo rispetto al passato, ma comunque in grado di dare vita a progetti e alleanze vincenti almeno tra gli elettori.

Con le dovute proporzioni e una capacità di visione distaccata si può osservare come a livello locale, in Toscana, ma ancora di più nel nostro territorio comunale si sia verificata una situazione analoga. La maggioranza di centrosinistra, al governo del comune da poco meno di un anno, ha ricevuto un lasciapassare importante dai cittadini. Il giudizio degli elettori è stato inequivocabile. È come se dalle urne fosse uscito un messaggio di fiducia e di condivisione del progetto politico di amministrazione del territorio. Anzi, mai come questa volta il centrosinistra esprime con la sua linea politica la maggioranza dei giuncarichesi con un’ottima performance anche in tutto il resto del comune.

Con i numeri poi si può giocare sempre; si può parlare di un’astensione forte che ha colpito di più il centrodestra, ma il dato che emerge con tutta la sua pesante dose di verità, fornita proprio dalla certezza della matematica, è che gli elettori di Giuncarico e di Gavorrano più in generale, hanno dato un giudizio positivo e inequivocabile sul centrosinistra e direi sull’operato di Massimo Borghi. Anche il suo partito, Sinistra Ecologia e Libertà, lontano dallo straordinario risultato delle provinciali (17%), si è comunque consolidato al 7,6% dimostrando anche nei confronti del “gigante” Pd di essere presente e in buona salute.

A livello nazionale, secondo tanti analisti e politologi, con questo voto, che di fatto non boccia il Governo, si chiede a Berlusconi e ai suoi ministri di andare avanti, di concludere il programma presentato nel 2008 agli italiani e di risolvere i problemi che affliggono il paese ad iniziare da quelli legati agli effetti della crisi economica come il lavoro e il rilancio delle imprese. Un mandato di fiducia che, secondo il mio modesto parere, anche gli elettori di Gavorrano, con una netta scelta di campo, hanno voluto consegnare nella mani del sindaco Borghi, della sua Giunta e della maggioranza di centrosinistra. La campagna elettorale dunque è finita. I problemi però, come nel resto del paese, rimangono anche a Gavorrano. Che si apra una stagione di impegno e di ascolto dei cittadini, che si pensi a dare soluzioni concrete e che queste Regionali possano dare una spinta in più per le scelte da compiere per il futuro del nostro comune.

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Commenti

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  1. Scritto da Maurizio B.

    Le elezioni sono concluse e il risultato è lampante: la Lega Nord vince e traina il PDL che risulta essere oramai radicato sul territorio ma non quanto il partner “verde” che è il movimento meno penalizzato dalle astensioni. Sconfitto l’UDC sia per l’alleanza con la Bresso in Piemonte, dove perde, sia in Campania e Calabria dove non risulta determinante. Sconfitta la politica della corrente finiana in Puglia che fa vincere uno straripante Vendola che si impone contro tutto e contro tutti obbligando Fitto alle dimissioni.
    Assume un tono diverso Di Pietro che si propone come alternativa concreta alla Leadership di Bersani in un Centrosinistra confuso che adesso avrà fortunatamente il tempo per leccarsi le ferite e ristabilirsi in ambito locale e nazionale per poi riproporsi nel 2013.
    Il centrodestra governa regioni come la Sicilia la Lombardia il Veneto, Piemonte, Lazio e Campania. Cosa dire? Ha vinto Berlusconi, ancora una volta il suo sprint negli ultimi giorni di campagna elettorale è stato determinante. Perlomeno per la vittoria della Polverini. Imbarazzante il Centrosinistra che non riesce ad approfittare della occasione della vita che gli si era presentata con il “pasticcio liste” nel Lazio riportandolo in corsa dopo lo sfracelo del “caso Marrazzo”.
    Nessuna scusa adesso per il Governo: le riforme che occorrono al Paese devono e possono essere fatte.