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Borborini e Mondei contro la "crociata elettorale"

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Gavorrano – Questione crocifisso. Non ci stanno i due consiglieri di centrosinistra Fosco Borborini e Francesca Mondei alle critiche dell’opposizione sulla loro presa di posizione in consiglio comunale.
La mozione presentata dalla lista Fabiano fa ancora parlare dentro e fuori dalle stanze della politica gavorranese e i due “cattolici” del Partito Democratico hanno voluto dire basta alle polemiche sulla loro astensione, replicande agli attacchi della minoranza. 

«Nel valutare questa mozione – scrivono i due consiglieri di maggioranza – ci è sorto da subito un dubbio riguardo alle motivazioni che potessero aver spinto il gruppo di minoranza a portare questo argomento alla discussione del Consiglio, non essendo propriamente di prassi amministrativa. Dopo attenta lettura pur riconoscendone e accogliendone gli argomenti abbiamo valutato con apprensione che tale mozione avrebbe potuto rappresentare una strumentalizzazione di carattere politico».

«La decisione  – continuano Borborini e Mondei – è stata combattuta, in quanto intimamente cristiani e rappresentanti della voce cattolica all’interno del nostro partito, con la volontà di rappresentare al meglio le aspettative dei nostri elettori; ma il proposito di non prestarci alla strumentalizzazione di quello che è il simbolo sacro di una fede interiore, ci ha spinto ad astenerci dall’approvazione di tale documento. A rafforzare la nostra convinzione sulla correttezza della nostra intuizione e conseguente presa di posizione, è stato l’intervento dal Gruppo di minoranza che ha immediatamente attaccato e denigrato la nostra scelta con l’arroganza di chi si atteggia ad investito Garante della testimonianza di fede cristiano-cattolica, venendo così a fugare tutti i nostri dubbi sulla possibile finalità di strumentalizzazione politica».

Per i due esponenti del centrosinistra insomma il crocifisso è stato «oggetto di una loro crociata tornacontistica, a fini di opportunità elettorale. Oltretutto ricorrendo ad un atteggiamento esemplare. Del resto anche le parole del portavoce di “Una nuova storia” testimoniano l’unicità opportunistica di questo forte modo di fare opposizione. Ne riportiamo fedelmente le parole pronunciate in assise “lasciateci almeno riportare al Consiglio quanto discusso in Conferenza dei Capigruppo, altrimenti cosa veniamo a fare? Solo a litigare con Mondei e Borborini?”».

«Quindi ci chiediamo  – scrivono ancora i due consiglieri – se questo atto, intorno al quale sono state costruite numerose polemiche, non lasci trasparire il rammarico del Gruppo di minoranza per non aver potuto contare sull’appoggio elettorale di una fetta dell’ambiente cattolico, del quale evidentemente si professa presuntuosamente e convenientemente unico rappresentante allo scopo di accattivarne il consenso; al punto tale da permettersi anche giudizi sulla nostra intima cristianità e sulla nostra capacità di rappresentanza; accusandoci, fra le righe, di disonestà nel dichiaraci cristiani e cattolici a fini propagandistici. Chiederemo ai Consiglieri che ci accusano di tenere delle lezioni di Catechismo a cui poter prendere parte per colmare umilmente le nostre lacune».

Borborini e Mondei nel loro intervento hanno voluto anche ringraziare gli altri consiglieri del gruppo di centrosinistra per aver difeso e tutelato la loro scelta di voto,  a dimostrazione dell’unità e della compatezza della coalizione che sostiene il sindaco Massimo Borghi, dicono i due. Una polemica quella scatenata dalla mozione sul crocifisso destinata a continuare chissà ancora per quante settimane, magari anche dopo la decisione attesa delle Corte Europea. Nel caso di un passo indietro di Strasburgo infatti nessuno toccherebbe più il crocifisso e il simbolo cristiano rimarebbe al suo posto, non al centro di scontri politici locali e nazionali.

L’intervento integrale dei due consiglieri di maggioranza è stato anche pubblicato dagli stessi autori all’interno di un commento al post precedente sempre su questo argomento.

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Commenti

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  1. Scritto da piero simonetti

    Certo Andrea, proprio così! Loro hanno fatto l’Unità d’Italia, TESTIMONIANDO in prima persona! Ed erano appartenenti a quelle “aree” di pensiero che tu indichi e che io non ho citato, dandole per scontate poichè note e riconosciute dalla Storia del tempo. Ma non mi interessa a quale pensiero politico appartenessero, bensì ci tengo a sottolineare il valore assoluto del loro ATTO TESTIMONIALE, ossia il contrario del nascondersi dietro comode opportunità, il contrario del confondersi con le posizioni di moda, l’opposto del celarsi nei discorsi fatti di “se” e di “ma”. Insomma, quell’atteggiamento comodo di molti (in ogni settore della vita terrena) che, per non rischiare “impegnative verifiche con se stessi” e con la propria identità, salgono frequentemente sul carro del Vincitore di turno e si beano delle sue cortesi attenzioni, spesso strumentali
    Supponevo fosse quello il tuo cognome. Spero di poterti salutare dal vivo quanto prima.

  2. Scritto da andrea senza cognome

    Tant’è che i personaggi citati da Simonetti erano “fondamentalmente”: laici, liberali, carbonari e massoni (quelli di allora!!!!ovviamente!!!!)e magari con un pizzico di idee “socialiste”.

    p.s.
    il mio cognome è “Martinelli”. Ma manterrò come “username” “andrea senza cognome” ringraziando Simonetti dell’idea.

  3. Scritto da piero simonetti

    Non posso negare che gli apprezzamenti di Elena Franci (cognome recuperato, ma che non riesco ad associare a persona fisica) fanno indubbiamente piacere. Una sensazione intima, non facilmente esplicabile. Credo che – per me – sia la prima volta in assoluto. Bene, in questi giorni ho pensato frequentemente al Risorgimento ed al 150° dell’Unità d’Italia che celebreremo nel 2011. Ho pensato a quelle generazioni di uomini e donne che si sacrificarono per allontanare lo straniero dal suolo italiano e per costruire l’unità degli italiani. Ho pensato a Garibaldi, ai Mille partiti da Quarto. Ho pensato al nostro concittadino Giuseppe Bandi (1834-1894) che ha sofferto il carcere, le persecuzioni, che ha seguito “il biondo eroe dei due mondi” fino alla battaglia del Volturno. Persone che hanno fatto l’Italia, dando spesso in cambio la propria vita.
    E queste riflessioni hanno fatto scaturire una domanda, ossia: ma chi glielo ha fatto fare di impegnarsi direttamente? Perchè si sono esposte personalmente alle baionette austriache, ai cannoni borbonici? Perchè hanno sofferto persecuzioni e sopraffazioni, fino a perdere il lavoro, la famiglia di appartenenza, la libertà e la vita stessa? Certo, avrebbero potuto limitarsi ad esprimere formalmente sentimenti di solidarietà verso chi lottava, condividendone gli ideali e gli obbiettivi. Avrebbero anche potuto dare il loro contributo in denaro, per sostenere le attività belliche contro lo straniero padrone in terra italiana. Avrebbero…ma non lo hanno fatto. Hanno posto se stessi in primo piano, esponendosi direttamente al pericolo. In altre parole, hanno dato TESTIMONIANZA di ciò che credevano, che sentivano dentro il cuore. Hanno coerentemente agito per come la pensavano intimamente. Certo, per testimoniare pubblicamente ciò in cui si afferma di credere, è necessario possedere carattere e personalità consolidate. Loro ne avevano in abbondanza. Loro sì!

  4. Scritto da andrea senza cognome

    Io sicuramente “politicante” non sono e non sono mai stato.Tuttavia una direzione, un indirizzo politico anche se tardivo me la sono dato. Un indirizzo nel quale ritengo di ritrovare tutto quello che ho scritto o avrei scritto anche in tempi non troppo recenti e tutto quello che penso e ho pensato anche nel passato. Senza indottrinamenti o prese di posizione “preconfezionate”. Ben vengano “polemiche” di queste tipo e il “Giunco” ben fà e ha fatto, come nel passato a stimolare tutto questo.

  5. Scritto da Elena Franci

    Correzione dovuta alla fretta!!!
    Non ho terminato la prima frase che avrebbe dovuto essere questa:

    Mi scuso con entrambi per ciò che avevo scritto e che era volutamente rivolto ai politicanti generici e non a chi come Piero e Andrea “POLITICANTI NON SONO”.

  6. Scritto da Elena Franci

    Mi scuso con entrambi per ciò che avevo scritto e che era volutamente rivolto a politicanti generici e non a chi come Piero (che conosco)e Andrea (che non conosco perchè come me era senza cognome).
    Sono al corrente dell’entità del compenso che percepite e naturalmente mi riferivo ad altro.
    “Sono contenta però di avere raggiunto il mio scopo e cioè provocare un nuovo confronto tra voi che non avrei voluto vedere sopito”.
    Rileggete quanto avete detto e come lo avete detto e capirete quanto bene può fare a chiunque un confronto civilissimo e interessante come il vostro.
    In bocca al lupo ad entrambi e credetemi, Gavorrano sarebbe migliore se altri fossero come voi.

  7. Scritto da pierosimonetti

    Ricambio il cordiale saluto. Pur non conoscendoti, devo ammettere che hai fin qui dimostrato di possedere quel buon senso che molti invece hanno perduto, forse travolti da eccessi di protagonismo o chissà da cos’altro. E questo lo affermo, al di là della diversità delle opinioni. Anzi, è proprio quando si confrontano civilmente opinioni diverse che c’è la possibilità di crescere. Per tutti.

  8. Scritto da andrea senza cognome

    Vorrei comunque ribadire che non ho fatto alcune “considerazioni” sui consiglieri comunali, specie quelli di Gavorrano, che tra l’altro ne conosco pochi, escluso quelli che non posso non conoscere perchè abitanti del mio stesso paese Giuncarico, che non è New York. Parlavo in generale, senza alcun riferimento specifico. Un saluto, e comunque questa “polemica” (tra virgolette) mi ha appassionato.

  9. Scritto da pierosimonetti

    Caro Andrea Senza Cognome, forse ho causato, involontariamente, un malinteso. Non volevo dire che Elena (Senza Cognome anche lei) è un Consigliere Comunale a Gavorrano. Al punto 3 del mio commento del 17 scorso, ho nominato il nome di Elena, perchè a lei intendevo rispondere, precisando quanto è l’indennità dei Consiglieri Comunali a Gavorrano. Tuttò ciò per sottolineare come detti Consiglieri non vivono certamente alle spalle di nessuno, ma lo fanno essenzialmente per passione civica. Con il proprio portafoglio. Chiedo scusa.

  10. Scritto da andrea senza cognome

    Mi scuso del malinteso, le “battutine” non erano rivolte a nessuno in particolare, semmai a me medesimo, volendo con ciò dire “maremmanamente” (e non solo): “a parte gli scherzi, ora parlo sul serio”. Nel senso che prendendo spunto dal particolare intendevo prendere la cosa più alla larga, affrontando, per quanto mi è dovuto e concesso dai miei sicuri, accertati e accertabili limiti culturali, un tema che sento “personalmente”: quello (più grosso, parecchio di me) della “laicità” in ambito politico. Sempre rimarcando i dovuti limiti personali dei quali ho piena e assoluta coscienza. Questo per chiudere con la prima parte della risposta di P.Simonetti.
    1)Quello che intendevo rimarcare poi, forse non mi sono spiegato bene, è lo “storico” difetto di laicità nella politica italiana in genere, intendendo che molti “politici” nel passato come nel presente, hanno “depurato” le loro mancanze e le loro “inadempienze” con l’uso “strumentale” della manifestazione “esteriore” della religiosità. Non mi sembra di dire cose “dell’altro mondo”. Sul fatto che in Italia la religione, per ovvie motivazioni storico-culturali, abbia avuto un peso notevole nella politica, non credo ci sia molto da discutere. Il problema è se è stato un bene o un male, e quanto è stato un bene o un male. Per me, non è stato un bene! Ma per me! Sicuramente altri pensano diversamente da me! Infatti, per questo “credo” anch’io che la religione deve essere un “sentire” personale, un atto di fede intimo, come già certa teologia nell’antico aveva rimarcato. Proprio per questa ragione nessuno può erigersi a Giudice. Ma questa “intimità” può (deve, in senso di “dovere”) restare tale e non assecondare le tentazioni “teocratiche”. Quello che ben sappiamo storicamente non è stato, specie in Italia.
    2)Non mi volevo assolutamente riferire al Comune di Gavorrano, ma volevo fare un discorso sempre generale. Comunque sia, bene così! Bene che certe tematiche siano ristrette ad una percentuale minima e che invece si discutano aspetti più proprio alle esigenze e ai problemi concreti, pratici del “vivere quotidiano” dei residenti di questa e di altre comunità amministrate. Ciò è auspicabile.
    3)Elena (anche lei senza cognome) non sapevo di certo che era un consigliere comunale. Quindi il mio riferimento se c’è stato, ma non lo ritrovo, non era certo indirizzato a lei, che non conosco.
    4)Per la risposta a questo punto, se il Giunco me lo permette, allego uno scritto mio, recente, sempre sul Giunco. Eccolo. Ho ridotto qualcosa.
    “La mia è solo una considerazione “personale” riguardo al tema “crocifisso sì, crocifisso no”. Pur ritenendomi laico e non praticante in ambito religioso, credo che l’assunzione di atteggiamento critico verso le forme e le manifestazioni di religiosità non si determina nella sola ed unica “rimozione” del simbolo, nel caso specifico del “crocifisso”. Specie se questa, la rimozione, debba servire a ribadire quanto di “intollerante” vi sia stato nel processo storico e nello sviluppo delle istituzioni religiose. La “laicità”, intesa come personale decisione (ma anche collettiva quando è assunta da un’entità quale lo Stato) di rivendicazione dell’autonomia verso i condizionamento religiosi sia in ambito morale che politico, è una decisione di alto valore intellettuale, che non si esaurisce e non si limita al solo ed unico gesto istintivo ed ultimativo di “estirpare” le forme simboliche e la loro “rappresentazione” ambientale, nel caso specifico, nei luoghi tipicamente istituzionali. La “laicità” è un processo di elaborazione culturale di forte spessore “critico” che guarda al di là del simbolo religioso, è quella capacità che riesce a “svelare” i contenuti sociali, educativi, soprattutto negativi, che si manifestano nel simbolo, superandoli. Ma anche quelli positivi. La laicità non significa, secondo il mio modesto parere, tentare di distogliere violentemente l’occhio da un’immagine; ma nella forza di guardare e interpretare, sempre criticamente, i presupposti di quell’immagine, che nel caso del crocifisso non sono solo religiosi, ma anche storici; sono parte di un patrimonio storico-culturale enorme e rilevante per il mondo occidentale e non solo. E qui mi fermo!”

  11. Scritto da piero simonetti

    Caro Andrea Senza Cognome, alcune brevi precisazioni (alla mia opinione, s’intende) nel piacevole dibattito su questo tema che – grazie al Giunco ed alla tua fondamentale buona educazione – riesce ad essere molto civile.
    1)La mia “battutina”, come la chiami tu, è volutamente tale perchè intende dirti che non si può (e non si deve) giudicare la qualità di una preghiera fatta da altri. Sarebbe come avere la pretesa di stabilire chi prega bene e chi prega male. Sarebbe come erigersi a Giudice senza averne i titoli. La fede è (e deve restare) un fatto privato e personale, al di fuori del giudizio di chicchessia (solo Lui sa come e quando misurarla). E non basta dichiararsi “laico” per ritenersi esentato dal rispettare di queste regole.
    2) Sappi, caro Andrea Senza Cognome, che la questione nata sul Crocefisso rappresenta soltanto il 2 % dell’intero bagaglio di tematiche di cui si è occupato fino ad oggi il Consiglio Comunale di Gavorrano. Questo per dirti che i “politicanti locali” non hanno affatto trascurato di occuparsi delle problematiche del territorio. Ma non sempre occuparsene significa anche risolverle, al di là della buona volontà della maggioranza e/o della minoranza. Forse qui si parla più del crocefisso che della mancanza dei depuratori fognari o di altre faccende concrete. Ma qui, non in Comune, ove ognuno secondo il proprio ruolo è continuamente addosso ai problemi del vivere quotidiano.
    3) Elena, un consigliere comunale a Gavorrano è pagato 28 centesimi al giorno. Non credo perciò che noi viviamo alle spalle di qualcuno, anzi dobbiamo frugarci spesso in tasca. Se invece ti riferivi alla classe politica di alto livello, beh possiamo anche essere d’accordo.
    4) L’uso strumentale della religione non è da riferirsi solo a certe gerarchie religiose od a certi abusi del potere religioso, specie nei tempi passati. Fenomeno esistito certamente, perchè siamo uomini e, quindi, peccatori. Ma è ugualmente strumentale (e forse anche peggio) colui che della Croce se ne serve come strumento per la propria ambizione, la propria carriera politica o d’altro genere, per affermarsi nella società in cui vive, per avere il bollino di cristiano sulla maglietta e non nell’anima.

  12. Scritto da andrea

    Tutto, meno che demagogia! Anzi, l’opposto! Demagogia etimologicamente significa un comportamento politico che usando promesse o (false) ideologie o “bieco senso comune”, tende ad acquisire il “consenso” del popolo (demos). La storia ci insegna e ci consegna molti esempi nei quali anche i poteri “ecclesiali” non si sono sottratti ad un uso strumentale delle religioni.
    L’opposto di ciò è la “laicità” politica che distingue il potere politico dello sato dai condizionamenti di carattere religioso. Ciò tuttavia non significa “intolleranza” nei confronti delle attività spirituali, anzi, l’assoluta e totale libertà religiosa delle comunità e dei sindoli individui. Sempre però separati dal “POTERE”. Con ciò non sono accettabili forme di “intolleranza” nei riguardi di chi professa una fede religiosa. Per questo (forse sbagliando) ritengo che politicamente e “amministrativamente” i temi religiosi, ai quali ovviamente il potere locale non può sottrarsi, non devono diventare per l’uno o per l’altro verso un problema di carattere prioritario. Tutto qui!

  13. Scritto da Elena

    La tua è demagogia Andrea,che tu voglia o no :Noi “piccoli credenti” parliamo di problemi piccoli.
    I “politicanti” si appellano alla risoluzione dei grandi problemi perchè tanto sanno che tutta loro vita non basterà a rislverne nemmeno uno.
    “E vissero alle nostre spalle per sempre felici e contenti”.

  14. Scritto da andrea

    Al dì la delle “battutine” credo “personalmente” e “laicamente” che il tema: crocifisso sì, crocifisso no, non sia il primo dei problemi che abbiamo, almeno in Italia. Credo ve ne siano molti e più gravi ai quali dovrebbe essere data maggiore attenzione, anche in sede locale. Credo da “profano” (chiunque mi può correggere) che il compito principale di una attività municipale non sia o non dovrebbe essere quello di mettere o togliere crocifissi alle o dalle pareti. Nè tantomeno di assendare polemiche in tal senso e magari distrarsi su tematiche più concrete. Questo, tanto nella maggioranza quanto all’opposizione.

  15. Scritto da piero simonetti

    Condivido l’invito alla preghiera, per chi ci crede. Ma non ho mai giudicato se gli altri in chiesa fanno preghierine o preghierone. Questo può saperlo solo Lui.

  16. Scritto da andrea

    Bisognerebbe però “pregare” per risolvere i problemi più gravi e impellenti dell’Italia. Problemi spesso provocati da quelli che con una “preghierina” in Chiesa si sono sempre tolti di dosso tutti i “peccati” !!!!!!

  17. Scritto da piero simonetti

    “E mentre lo crocifiggevano, Gesù disse: Perdonali Padre, perchè non sanno quello che fanno.
    (Luca: 23, 34).