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Teatro, doppio appuntamento agli Industri: in scena c’è “In nome del padre”

15/02 » 16/02/19

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: Teatro degli Industri Teatro Degli Industri, Via Giuseppe Mazzini, Grosseto, GR, Italia

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GROSSETO – Doppio appuntamento al Teatro degli Industri con “In nome del padre”. Gli interpreti dell’opera scritta e diretta da Mario Perrotta si raccontano al pubblico nel ridotto del teatro sabato 16 alle 18. Lo spettacolo andrà in scena in due date consecutive, venerdì e sabato alle 21

La figura del padre nell’epoca delle famiglie millennials è il tema centrale di questa drammaturgia, che andrà in scena in due date al Teatro degli Industri. Doppio appuntamento venerdì 15 e sabato 16, alle 21, con “In nome del padre” di Mario Perrotta, il primo spettacolo della trilogia “In nome del padre, della madre, dei figli” che indaga sul presente e sulla mutazione delle famiglie nel nuovo millennio. Un incontro con gli attori, inoltre, avrà luogo nel ridotto del teatro sabato 16, alle 18, condotto dal drammaturgo toscano Federico Guerri: è il momento in cui gli interpreti si raccontano e rispondono alle domande e curiosità del pubblico. Alla regia, scene e luci, Mario Perrotta, con la collaborazione alla regia di Paola Roscioli. Consulenza alla drammaturgia a cura di Massimo Recalcati, costumi di Sabrina Beretta e progetto sonoro di Emanuela Roma. Una produzione del Teatro stabile di Bolzano.

L’opera. Un solo attore interpreta tre padri, tutti diversi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Si distinguono per gli abiti, il dialetto o l’inflessione, la postura del corpo, che va dal mesto al severo. I tre padri in questione si trovano tutti e tre di fronte a un muro, la sponda del divano che separa ciascuno di loro dal proprio figlio. In scena, però, non ci sono né divano né figlio. I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di questi dialoghi mancati, l’orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, smussano le loro differenze per ricomporsi in un’unica figura, senza più tratti distintivi se non le labbra rotte, incapaci di altre parole, circondate dal silenzio, l’unica cosa che resta, insieme ai resti del padre. L’opera è un’indagine sul tramonto della figura del padre nella società contemporanea: la rappresentazione patriarcale che lo vuole come bussola infallibile nel guidare la vita dei figli si è esaurita irreversibilmente.

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