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chiesa addolorata_2014

Da “L’albero degli zoccoli” al “Pranzo di Babette” otto film spiegati dal regista Sonzogni

21/03 » 13/06/18

EVENTO A PAGAMENTO
: Auditorium della Parrocchia Addolorata Parrocchia Dell'Addolorata, Via Papa Giovanni XXIII, Grosseto, GR, Italia - Inizio ore 20.30

GROSSETO – “Che opera d’arte è l’uomo!”. Un’esclamazione tratta dall’”Amleto” di Shakespeare, che diventa una “pista” di riflessione per indagare da vicino la multiforme varietà dell’essere umano.

È il nuovo percorso cinematografico lanciato dal circolo di cultura cinematografica “DieciMuse”, presente nella parrocchia dell’Addolorata, ma che ha coinvolto e attratto persone appartenenti a diverse realtà della Diocesi. Il percorso è stato ideato e curato da Fabio Sonzogni, attore e regista che già da alcuni anni collabora con la comunità monastica di Siloe come direttore artistico del Siloe Film Festival e che con il circolo DieciMuse ha già curato una precedente rassegna.

Otto le pellicole selezionate, per un itinerario che il mercoledì, dal 21 marzo al 13 giugno, attraverso altrettanti film di varie epoche (dal 1942 al 2016) permette di approfondire un aspetto differente della bellezza dell’uomo.

Ogni proiezione, con inizio alle 20.30, si terrà nella sala di comunità “Agorà”, alla parrocchia dell’Addolorata, in via Papa Giovanni XXIII, a Grosseto.

Per assistere occorre essere o diventare soci del circolo DieciMuse (il costo annuale della tessera è di 3 euro) e acquistare ogni volta il biglietto d’ingresso (3 euro).

“Il nostro tempo è caratterizzato da una forte predisposizione alla riduzione della realtà al solo dato percepito – spiega Sonzogni – Ciò ci spinge verso una lettura superficiale. Tendiamo a fare il selfie al reale. Educare lo sguardo alla ricerca dello spirito delle cose è il nostro compito. Ma per andare oltre la misurabilità del reale, inteso come le cose del mondo, l’altro e se stessi, abbiamo bisogno di strumenti raffinati capaci di mettere in relazione i saperi, unica possibilità che l’umano ha di cogliere la complessità. Siamo nel tempo del dataismo: ogni cosa viene misurata, catalogata, archiviata, semplificata. Siamo abbagliati dalla presunzione di poter ridurre l’umano ad un algoritmo cercando di annullare la sua capacità critica. Anche la scuola pare stia andando in questa direzione e ciò preoccupa. Il progetto muove da quest’urgenza: allenare lo sguardo affinché si spinga più in là oltre il viso alla ricerca del volto”.

Il calendario e le proiezioni

21 marzo “Vogliamo vivere”, di Ernst Lubitsch (Usa, 1942)

4 aprile “Captain Fantastic” di Matt Ross (Usa 2016)

18 aprile “Carnage” di Roman Polanski  (Francia, Germania, Polonia, Spagna 2011)

2 maggio “5 giorni fuori”, di Ryan Fleck e Anna Boden (Canada 2008)

9 maggio “Il pranzo di Babette” di Gabriel Axel (Danimarca 1987)

30 maggio “Uomini di Dio”, di Xovier Beavuvois, (Francia 2010)

6 giugno “La teoria svedese dell’amore”, di Erik Giardini (Italia 2016)

13 giugno “L’albero degli zoccoli”, di Ermanno Olmi (Italia 1978)

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