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Con la Settimana della Bellezza percorsi aperti a tutti, credenti e non

GROSSETO – Era il marzo 2013. Da pochi giorni il cardinale Bergoglio era diventato Papa, assumendo il nome di Francesco. E incontrando in udienza i giornalisti, disse: “La Chiesa esiste per comunicare verità, bontà e bellezza”. Verità, bontà e bellezza sono le espressioni che stanno alla base anche della Settimana della Bellezza, l’evento di fede e cultura organizzato dalla diocesi di Grosseto insieme alla Fondazione Crocevia, con la collaborazione di Avvenire, Luoghi dell’Infinito (il cui ideatore e coordinatore è Giovanni Gazzaneo, che è anche presidente anche di Fondazione Crocevia), Fondazione Polo Universitario Grossetano e la coorganizzazione del Comune di Grosseto.

“La Settimana della Bellezza – spiega don Roberto Nelli, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale culturale – è nata come desiderio di creare percorsi aperti a tutti, credenti e non, che aiutino a godere della bellezza nelle sue varie accezioni, perché crediamo che esse sfociano tutte nella bellezza assoluta, che è Dio, al quale si arriva attraverso la bellezza della natura, la bellezza dei rapporti, delle relazioni, delle amicizie vissute nel quotidiano della nostra esistenza”. E perché la Chiesa è il motore di questa iniziativa? «Perché la Chiesa – commenta il vescovo Rodolfo Cetoloni – è fatta dalla bellezza, è voluta dall’amore di Dio e si trova in questa realtà, tanto attraente e tanto colma. Quando sant’Agostino scrive nelle Confessioni “Tardi ti amai, bellezza infinita, tardi t’amai bellezza tanto antica e così nuova”, ci dice il dono che in Cristo ci è stato fatto. E una volta che scopriamo questo non possiamo tenercelo per noi, dobbiamo saperlo portare fuori. Ognuno fa un suo cammino di bellezza dentro di sé e fa un suo cammino di opere straordinarie: se riusciamo, come lievito, a far comprendere questo legame con la Bellezza con la maiuscola, abbiamo reso il nostro servizio di cristiani e di Chiesa, anche con quel dono, talvolta ferito o tremante, che è la stessa bellezza di essere comunità, di essere un popolo”.

La Settimana 2019, dedicata a “la forza della parola” si è aperta sabato 19 ottobre con una lectio magistralis di Enzo Bianchi, monaco e fondatore della comunità monastica di Bose, che ha raccolto nella cattedrale di Grosseto oltre 300 persone. L’incontro è stato preceduto da un breve rito di accoglienza della copia anastatica del Codex Amiatino, la più antica Bibbia in forma integrale pervenuta a noi e conservata ad Abbadia San Salvatore. La Settimana è un’articolata proposta fatta di incontri, arte, teatro, musica, perché tutti i linguaggi parlino e rivelino, appunto, la “forza della parola”: quella che viene da Dio e quella con cui comunichiamo. La Settimana coinvolge anche gli studenti, quest’anno con due novità: quest’anno sarà la “Settimana” ad entrare dentro alcuni istituti; inoltre vivranno la “Settimana” anche i bambini della primaria e delle medie con attività apposta per loro. In particolare, l’artista Andrè Beuchat coinvolgerà gli studenti del liceo artistico in un laboratorio di incisione calcografica e stampa, mentre don Dino Mazzoli, in arte “DinDonArt”, e don Giovanni Berti, alias “DonGioba”, entreranno, l’uno nelle scuole primarie per un laboratorio con carta, forbici e colla; l’altro tra gli studenti delle medie con un laboratorio di fumetto.

La “Settimana della Bellezza” è anche spazio ai linguaggi dell’arte. Come ogni anno, Grosseto ha l’occasione di ospitare mostre di grandi artisti, grazie all’impegno della Fondazione Crocevia. Quest’anno sono tre i percorsi proposti. La mostra “Elio Ciol: orizzonti di luce”, a cura di Giovanni Gazzaneo, al polo culturale Le Clarisse e al museo diocesano d’arte sacra: 60 foto del più grande fotografo italiano vivente (classe 1929) che raccontano una vita intera. Poi “La parola si fa arte”, percorsi per la lettura delle opere d’arte conservate nel museo diocesano di arte sacra, a cura di Marcella Parisi. Infine uno speciale percorso di “Oltre il Duomo”, la mostra evento che ruota attorno al pozzo di butto e al vano ipogeo rinvenuti sotto la cattedrale. Le mostre resteranno aperte fino al 24 novembre e saranno gli studenti delle scuole superiori, adeguatamente formati, a fare da guide ai visitatori, nell’ambito di percorsi di alternanza scuola-lavoro.

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