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#quarantena – La brava gente italiana, migrante pasquale. E l’idea di noi che dà all’Europa

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GROSSETO – Non fosse offensivo per il buon nome di un mitico gruppo rock grossetano degli anni ‘90, si potrebbe tranquillamente parlare di “demenza cronica” di massa. Perché anche a voler essere comprensivi e benevoli, è difficile qualificare diversamente l’ossessione per la gita pasquale fuoriporta, che in questi giorni di Coronavirus perseguita una fetta minoritaria ma cospicua d’Italiani.

Tg e quotidiani nazionali ne danno notizia con dovizia di particolari. Riportando di droni per smascherare dal cielo la presenza di persone nelle seconde case della villeggiatura. Di polizia e carabinieri impegnati ventre a terra, in pattugliamento diurno e notturno, per intercettare ossessi della pasquetta protesi a raggiungere amene località per pic-nic e grigliate. Di sindaci e prefetti che via telecamera rivolgono ammonimenti dai toni perentori a chi volesse raggiungere da clandestino la propria casa al mare, aggirando i divieti connessi alla quarantena….Insomma il grand’angolo mediatico amplifica un panorama cupo di devastante pochezza etica e umana. Restituendo a chi osserva, in Italia e all’estero, il quadro desolante di un Paese cialtronesco e ingaglioffito.

Tutto questo – a chiusura del cerchio – avviene in contemporanea con la ponderosa discussione sul Mes (meccanismo europeo di stabilità) e Corona-Bond, e con il governo sulle barricate a Bruxelles per ottenere condizioni favorevoli per rilanciare l’economia. Mentre i morti totali a seguito della pandemia hanno superato quota 17.000, diecimila dei quali nella sola Lombardia. E almeno 1.800 vecchi morti nelle Rsa di quella regione, 700 dei quali nella sola Milano. Sullo sfondo il difficile confronto sulle modalità di riapertura delle attività produttive dal prossimo 5 maggio, e i rischi che questo può comportare. Con uno studio di Politecnico di Milano, Università Ca’ Foscari di Venezia, di Zurigo e Padova, Epfl, Scuola politecnica federale di Losanna, che ci spiega come la rigida quarantena scelta dal governo ci ha risparmiato 200.000 ricoveri in ospedale, ed ha ridotto i contagi del 45%.

Per arginare la corsa alle seconde case e alle grigliate pasquali, infine, il presidente della Toscana Enrico Rossi ha appena emesso un’ordinanza che vieta l’apertura di negozi e supermercati alimentari nelle giornate di sabato e domenica.

Certo, la stragrande maggioranza degli Italiani è disciplinata e non così idiota. Tuttavia questo “fenomeno migratorio” non è proprio residuale, e coinvolge un numero non piccolo di persone. Certo, non bisogna amplificare un comportamento deviante che non coinvolge la gran parte degli Italiani. Certo, non bisogna esasperare gli animi di un popolo provato da 40 giorni di quarantena, quando anche nel resto dei paesi europei si è assistito a fenomeni simili.

Detto ciò. Qualcuno forse pensa ragionevolmente che questa bella prova d’imbecillità collettiva nazionale passi come acqua fresca nell’opinione pubblica europea? Che non contribuisca a rafforzare i pregiudizi sul modo di comportarsi degli Italiani, e sulla loro inaffidabilità congenita? O che non venga utilizzata dalle forze sovraniste in Germania e Olanda per rilanciare stereotipi funzionali, ad esempio, a sostenere la loro battaglia contro i Corona-Bond? Oppure che nelle cancellerie europee non si sorrida sarcastici?

Buona Pasqua, Italiani brava gente.

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