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#quarantena – La peste degli economisti dell’Isola di Pasqua

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GROSSETO – Va di moda tirare cazzotti all’Europa. E potrebbe andar anche bene, perché tabù non devono essercene per niente e nessuno. A patto di non avere «il culo sudicio», però, e di averla sempre voluta. L’Europa.

E invece il paradosso è che i più agganghiti con Bruxelles – manco fossero amanti traditi – sono i sovranisti. Che propalano in rete con invidiabile perseveranza una montagna di «fattoidi»; fatti che diventano verosimili, ma non veri, in conseguenza d’esser stati scritti da qualche parte (in origine fact+tabloid=factoid).

Una campagna di disinformazione capillare. Alimentata di miti economici pseudo scientifici. Come quello che basterebbe avere una Banca d’Italia autonoma, dalla Bce, per stampare moneta e risolvere i problemi. Perché così fanno gli Usa. Come se il problema reale fosse stampare moneta, e non l’affidabilità di chi ti rimborsa il prestito che gli hai fatto…..Vabbè. Ad ogni modo, la cosa fantastica è che seguendo il filo illogico di questa follia, gli stessi economisti da bettola s’imbizzarriscono coi Tedeschi, e con l’Europa, perché si rifiuterebbero di dare il via libera agli Euro-Bond (o Covid-Bond). Dal momento che, i tapini, perseverando nell’errore, ritengono che anche con i suddetti titoli europei basterebbe stampare moneta e il gioco sarebbe fatto. Come se, finito lo stipendio al 15 del mese, bastasse avere una bella stampante con in archivio il file delle banconote da 100 euri.

Ora si dà il caso che qualunque tipo di bond venga emesso (titolo pubblico o privato), si tratta di soldi che l’emittente chiede in prestito sul mercato a privati, o a investitori istituzionali. In cambio, alla scadenza, della restituzione del capitale e di un tasso d’interesse. E tutto il giochino si regge sulla fiducia di chi acquista nei confronti di chi vende, perché ritenuto solvibile. Con un patrimonio che garantisca il prestito.

Chiaro che uno Stato o l’Unione europea (composta da Stati) sono considerati più affidabili di chiunque altro. Ma non all’infinito. Non a caso l’Italia ha uno spread più alto della Germania. Motivo per cui non si può stampare moneta e fischia. Col rischio immediato che i soldi perdano valore in un batter d’occhio (si chiama iper-inflazione).

In definitiva i monetaristi dell’Isola di Pasqua non hanno capito – o fanno finta? – che qualunque soluzione sia individuata, questa si regge sulla capacità di restituire i soldi che ti sono stati prestati, ovverosia sulla cosiddetta “capacità d’indebitamento”. Dagli Euro Bond (che avrebbero il vantaggio di mutualizzare debiti a 50-60 anni con un tasso bassissimo), al piano da 100 miliardi contro la disoccupazione, agli acquisti della Bce (Banca centrale, alle garanzie della Bei (banca europea degl’investimenti) fino al “terrificante” Mes (Meccanismo europeo di stabilità) o alla sospensione del Patto di stabilità. Sempre di soldi si tratta, garantiti – dimmi te – dalla capacità degli Stati di riscuotere le tasse e dalle loro riserve auree. E nel mondo capitalista se qualcuno ti presta i soldi, non solo li rivuole indietro, ma ci vuole anche guadagnare.

A meno che gli astuti sovranisti non abbiano in mente un “piano B”, una mirabolante exit strategy: uscire dal Capitalismo. Guidati possibly da Claudio Borghi & The Wailers. Io ci penserei…

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